La Tuono V4R APRC indossa con indifferenza tanto i panni in cordura del mototurista, quanto la tuta in pelle del pistaiolo, senza tralasciare jeans e giubbetto del perfetto teppista della domenica. Ma è davvero così brillante come sembra?
Diciamolo subito, così se non siete interessati al genere potete leggere altro: la risposta è totalmente affermativa, un bel sì, anzi un SI! Ma quand’anche non foste interessati, varrebbe comunque la pena di provarla questa Aprilia Tuono V4 R APRC, perché raramente vi capiterebbero altre occasioni di mettervi alla guida di un tale concentrato di perfezione stradale, assemblato e accordato con la magia che solo Aprilia sa mettere in certe moto. Che la utilizziate per fare il viaggio di una settimana con zaino, borsa da serbatoio e da sella o che la usiate per la giornata in pista o le sparate di fine settimana la Tuono V4 R sarà sempre all’altezza di quanto le richiedete. Se poi siete dei fan dell’aperitivo del giovedì sera gli occhi saranno sempre puntati su di voi e guadagnerete in automatico il rispetto di chi vi sta vicino: portare in giro con disinvoltura 167 CV non è proprio da tutti.Un look che non lascia indifferenti
Fin dalla nascita della prima versione le Aprilia Tuono hanno sempre fatto discutere per la loro linea, a metà strada tra le carenate da cui derivano e le naked, genere cui appartengono. Che la si ami o la si odi, in assoluto questa è la meglio riuscita (almeno a parere di chi scrive) e di certo la versione in prova di colore nero esprime più grinta ed insieme nasconde e smussa l’aspetto del tanto discusso cupolino a tre fari. Anche questa Tuono, come la precedente, ricorda vagamente una vespa pronta a pungere chi osi infastidirla e senz’altro la V4 R ha parecchie armi nel proprio arsenale. La vista della fiancata mostra luci ed ombre con alcune parti meccaniche di fattura eccellente, quali telaio e forcellone, ed altre sotto tono, come ad esempio la verniciatura della zona cilindri/testa del motore che appare molto grezza per una moto di questo prezzo (15.190 €). Il livello generale delle finiture è buono, tuttavia alcuni accoppiamenti non sono proprio precisi, la presa d’aria dinamica sinistra dell’esemplare in prova, per esempio, non era bene inserita nel telaio, e certe scelte estetiche sono quantomeno poco comprensibili. Gli adesivi rossi con il logo “Aprilia” applicati sul serbatoio sembrano posticci, alcune parti sono color nero opaco, altre nero lucido, non sarebbe stato male cercare di uniformare di più l’estetica. Note positive però vengono dalla qualità delle verniciature e anche dalla pulizia ed ordine del layout meccanico, non ci sono fili volanti, tubi o cavi che fanno giri strani o restano in vista. Al capitolo comandi la qualità delle leve al manubrio è un po’ al ribasso, mentre le pedane alte e arretrate, risultano meglio eseguite, in particolare quella del freno che ospita la pompa con serbatoio integrato.Design e accessori
Un tocco di classe lo riscontriamo nel posteriore con una pregevole soluzione adottata per risolvere il problema delle maniglie passeggero, che da impiccio sono diventate elemento di design e snelliscono ulteriormente un codino già sparato verso l’alto come vuole la moda del momento. A proposito di codino una lode anche al modo con cui è stato implementato il porta targa, realizzato in stile “minimal” quasi fosse un ricambio after market. Bello il sottocoda e le pedane passeggero. Meno esaltante l’appendice plastica inferiore agganciata al radiatore dell’olio, forse una tradizionale vasca come quelle che si usano nelle corse avrebbe dato un deciso tocco racing e reso la vista laterale ancora più cattiva. Il lato destro della moto mette in vista l’impianto di scarico che, una volta tanto, non è troppo voluminoso e non rovina la linea slanciata. Non fa male tenere presente che tra gli accessori dedicati alla Tuono V4 R Aprilia fornisce un allettante Akrapovic in titanio e carbonio, oltre ad una lunga lista di parti racing per incattivire e personalizzare ulteriormente la propria Tuono V4 R. Un ultimo cenno lo riserviamo alla strumentazione, molto tradizionale nell’aspetto ma densa di contenuti. Qui si cela l’interfaccia tra pilota e sistema APRC, governato da un blocchetto apposito sulla sinistra del manubrio. A questo proposito si noti che il sistema non è facile da padroneggiare, sulle prime: è essenziale studiare il manuale di istruzioni con attenzione e darsi del tempo per prendere dimestichezza con la navigazione nei menù del display, per non fare confusione durante la guida.
In sella: lupo in veste di agnello?
Per valutare una moto così densa di contenuti cos’altro fare se non sottoporla ad un test approfondito in terra francese, sulle meravigliose strade dell’entroterra della Costa Azzurra? In un week end la Aprilia Tuono V4 R ha macinato 1100 km senza batter ciglio dimostrando di essere non solo una naked pistaiola, ma anche una tourer da sparo. Togliamoci subito il peso delle note negative che –lo premettiamo– sono tutte ovvietà, visto il genere di moto, ma è bene tenerle presenti. Innanzitutto la sella è un po’ rigida per poter parlare di percorrenze quotidiane da almeno 500 km al giorno, poi i consumi non sono proprio da paciosa bicilindrica turistica (la media del viaggio è stata di 12,8 km/l), infine il codino, così bello da vedere, non ha una vera protezione dagli spruzzi e in caso di pioggia vi troverete la schiena bagnata quanto il petto.
Da qui il taccuino degli appunti della prova riporta solo lodi. È anche difficile dire cosa sia meglio in tutto il ben di dio su cui ci si trova seduti! Partendo da ciò che è più evidente, cioè il motore V4 Aprilia, va sottolienato quanto sia cremoso nell’erogazione e come il ride by wire abbia raggiunto un livello di accuratezza assolutamente soddisfacente. Altrettanto si può dire della precisione dell’iniezione elettronica, a qualsiasi regime ci si trovi non c’è on-off riprendendo in mano il gas in curva, né seghettamenti viaggiando a gas costante. Il carattere della Aprilia Tuono V4 R è triplice: fino a 6000 giri è morbido e smorzato nelle reazioni, ideale per fare turismo o guidare in pieno relax, dai 6500 ai 9000 ci si trova a disposizione un’erogazione piena di coppia, ideale per la guida d’attacco su strada. Insistendo oltre, fino agli 11.500 giri di limitatore c’è la cattiveria che serve in pista per andare a mettere il sale sulla coda delle 1000 SBK replica. Tutto questo utilizzando la mappa S (sport), evidentemente ottimizzata per la guida su strada. Di più: la S è così raffinata che pur avendo trovato parecchia poggia durante la prova la mappa R (road) non è nemmeno servita. La mappa T (track) invece ha senso in pista ma non è detto che tutti la trovino preferibile, in quanto molto diretta nello scaricare i cv sull’asfalto.Le meraviglie dell APRC
Veniamo ora alla seconda chicca riservata ai fortunati possessori della Aprilia Tuono V4 R: il pacchetto APRC. L’Aprilia Performance Riding Control integra quattro funzioni di gestione della moto, tra le quali le più interessanti sono il controllo di trazione ATC e il cambio elettronico AQS. Diciamo subito che gli altri due dispositivi possono avere più senso in pista, trattandosi di un sistema anti impennata (il migliore tra quelli disponibili sul mercato) e di un launch control. L’ATC invece, specie per chi non l’ha mai usato in precedenza, ha un effetto ancor prima psicologico piuttosto che pratico. Funziona così bene che in pista aiuta davvero il pilota a toccare il limite della moto, tipicamente più elevato rispetto al proprio, mentre su strada è una componente di sicurezza importante, specie sul bagnato. Specie con 167 cv nella mano destra. I livelli dell’ATC sono 8 ma in condizioni normali con mappa S e strada asciutta già per farlo intervenire al livello 4 bisogna infrangere il codice della strada in maniera sfacciata. Complici gli ottimi Pirelli di primo equipaggiamento e la ciclistica tarata a livelli di eccellenza anche con l’assetto standard, bisogna compiere manovre provocatorie per sentire l’ATC entrare in azione. Su bagnato invece basta impostarlo a 6 e guidare come si farebbe normalmente su asciutto: non ci si crede ma si scopre che il margine abituale che si presume sia giusto in questa situazione è così elevato che gradualmente il ritmo diventa analogo a quello che si avrebbe con strada asciutta. Se si gira in gruppo tutti gli altri vengono inesorabilmente seminati… Nella guida d’attacco, le potenzialità della ciclistica sono così elevate che ci si trova a guidare rilassati e a divertirsi, quando gli altri a parità di ritmo si trovano già impiccati. Non solo ma ci si accorge ben presto che dove tutti tengono il gas puntato in curva voi potete spalancarlo ed affidarvi all’ ATC. In questo quadro così sfacciatamente idilliaco il cambio AQS è il perfetto alleato per la guida pulita ed efficiente, tesa ad ottenere semplicemente il massimo del risultato. Le cambiate sono istantanee e senza interruzioni del flusso di potenza che dal motore si trasferisce alla ruota posteriore. I freni, per grazia ricevuta, sono invece stati leggermente depotenziati rispetto alla sorella carenata, così da renderli più facilmente gestibili: non manca la potenza, bensi l’aggressività dell’attacco delle pastiglie sul disco. La frenata è molto progressiva, l’assetto pertanto non viene mai messo in crisi. Ultima nota va riservata alla guida in autostrada, dove il bistrattato cuplino protegge discretamente fino a 170 km/h, velocità di tutto riposo per il motore che ronfa senza vibrare a poco più di 7000 giri.Quindi come è?
Tirando le somme risulta evidente di quale livello di competenza sia capace l’Aprilia Tuono V4 R APRC: è un vero e proprio strumento di guida, dove tutto è stato magicamente accordato e ottimizzato per trasformare la carenata e pistaiola RSV4 in una tuttofare da record disposta a seguirvi in qualsiasi avventura.
Se volete essere i primi della classe, sempre, questa è la moto che fa per voi.
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