Il batterio mangia plastica: il vero salvatore dell’ambiente

Negli ultimi anni è sempre più evidente che la plastica sia uno dei peggiori inizi dell’ambiente. Tuttavia, bisogna riconoscere che il problema non è la plastica se poiché essa può essere di raccolta e differenziata in maniera che possa essere riciclata. Il problema non riguarda quindi lo smaltimento rifiuti a Milano, ma piuttosto l’uso che si fa della plastica che spesso viene non solo raccolta male, ma addirittura abbandonata nell’ambiente, diventando così un problema. La plastica materiale indistruttibile che si distrugge ma più che altro si deteriora in parti e pezzettini sempre più piccoli, denominati per questo micro plastica. Questi pezzettini purtroppo vanno a finire dappertutto anche nel pesce che mettiamo sulle nostre tavole. Arriva però una buona notizia che potrebbe segnare una svolta nella nota dell’inquinamento della plastica. Si tratta di un batterio in grado di mangiare letteralmente la plastica.

Secondo le recenti ricerche scientifiche, esisterebbe un piccolo batterio che riesce a digerire il materiale sintetico fornendo un enorme aiuto nei processi di riciclo non solo. L’inquinamento da plastica che colpisce soprattutto fiumi, Mari e oceani dove si formano enormi isole galleggianti di plastica forse ha trovato il suo principale nemico proprio questo batterio.

La plastica che galleggia sul mare viene naturalmente ingerita da animali di varia natura come uccelli, pesci, mammiferi portandoli alla morte. Come anticipato prima, la plastica si degrada in frammenti sempre più piccoli che a finire all’interno della catena alimentare.

Esiste però un proto batterio È scoperto negli ultimi anni in grado di nutrirsi di plastica del tipo PET, la più comune in circolazione. Si tratta in realtà di un batterio che mutato sfruttando quindi quella che era una risorsa di cibo il nome proprio come la plastica che crea un alto costo e uno problema di smaltimento rifiuti a Milano alla collettività.

Realtà, non mangia letteralmente la plastica ma comunque la scinde in componenti di base che possono quindi risultare più facili da trattare durante i processi di riciclo.