Giovanni Di Pillo analizza le 2 manche SBK di Aragon

Ad Aragon, per l’ennesima volta, si è visto come gli ingredienti della ricetta della SuperBike continui a funzionare offrendo uno spettacolo di alto livello e, al tempo stesso, appassionante con la bagarre e le vittorie di Max Biaggi e Marco Melandri.

SBK fedele a se stessa! Il segreto del successo della SuperBike è davvero semplicissimo e davanti agli occhi di tutti: ad ogni Round si corrono gare combattute spettacolari e incerte fino all’ultima curva dove spesso si consumano duelli e confronti veramente emozionanti. Con questa semplice formula in soli 25 anni la SBK ha raggiunto la rivale GP e ora si appresta a scavalcarla e a superarla. Con il passaggio a Italia Uno è arrivata la vera consacrazione di un campionato semplice lineare e sempre fedele a se stesso e alle sue tradizioni. Quando un appassionato si mette seduto in tribuna o sul divano, per assistere ad una gara di SBK ha la certezza di vedere uno spettacolo vero e generoso dove i piloti daranno sempre il 110% senza tatticismi o limitazioni dovute a elettroniche troppo invasive. Dove alle botte in pista seguono sempre grandi pacche sulle spalle ai Box.   Insomma uno spettacolo molto vicino ai tornei cavallereschi dove si cercava di disarcionare l’avversario per poi andare a brindare insieme. Una cosa che esisteva anche nel Motomondiale prima dell’avvento della Dorna. Ormai troppo lontani nel tempo rimarranno solo nella memoria i duelli tra Lawson, Schwantz, Spencer, Roberts etc… Poi le trasformazioni verso una MotoGP che vuole scimmiottare la F1 perdendo le origini e le radici della vera passione per le due ruote.
Ad Aragon la SBK ha riconfermato tutto questo con due gare magnifiche avvincenti ed emozionanti dove solo la bandiera a scacchi conclude una battaglia fatta di sorpassi, staccate incredibili e numeri di alta scuola motociclistica.  

Gara Uno: Marco Melandri e Max Biaggi

Lo si era capito da Donington che i veri protagonisti della stagione 2012 potevano diventare due talenti italiani del calibro di Max Biaggi e Marco Melandri. Ma per avere la certezza ci sono volute altre importanti gare dove i piloti britannici come Rea Sykes e Haslam hanno confermato di poter partecipare alla lotta per la vittoria solo in modo sporadico a gare alterne e non con quella costanza che permette di puntare davvero al titolo. Quando tutto funziona al 100% allora anche Rea, Haslam o Sykes diventano grandi protagonisti ma se le cose non girano nel verso giusto i tre, non cela fanno a guidare sopra i problemi e finiscono per fare errori pesanti per la classifica. Per Checa valgono invece altre considerazioni che investono tutta la Ducati fino alla squadra SBK. Gli errori del team e del pilota che finisce due volte a terra senza motivo nascondono una crisi della Ducati che coinvolge anche la squadra SuperBike. La casa di Borgo Panigale ormai vive una crisi profonda che ha scardinato gli equilibri interni e le armonie del gruppo di lavoro di Ducati Corse. Un tempo vero punto di riferimento del mondo delle competizioni, oggi dopo il matrimonio con Valentino, un gruppo lacerato da una crisi interna che investe anche la SuperBike. Proprio la SuperBike è stata la vera anima di Ducati Corse con una serie di Titoli e successi che hanno piegato reparti corse ben più ricchi e potenti costruendo la leggenda delle rosse di Bogo Panigale. Poi l’avventura in GP con il magico titolo del 2007 e la successiva crisi che ha portato allo sciagurato matrimonio con Valentino e alla chiusura del Dream Team della SBK. Checa risente di questo clima e orami è davvero tagliato fuori dai giochi del mondiale 2012 tanto che ormai sta già pensando ad emigrare verso altre squadre come BMW Motorrad Italia.
Sette titoli Mondiali in due, Marco e Max sono ormai i due sfidanti al titolo mondiale 2112 e per la prima volta nella storia recente abbiamo due italiani il lotta per la Vittoria. Era dai tempi di Falappa e Pirovano che non avevamo due piloti italiani così veloci e determinati nella SuperBike e questo è dovuto alla ridicola situazione della GP dove hanno scaricato senza problemi due talenti come Max e Marco per far posto a gente come Hernandez o Silva!. Meno male per la superbike perché con questi due talenti il livello è salito in modo esponenziale e in gara uno il confronto tra Melandri e Biaggi è stato sublime, perfetto e davvero emozionante. Un balletto incredibile di sorpassi, staccate e carene che si sfioravano da lasciare a bocca aperta. Una lezione di altissima scuola motociclistica di altri tempi che non si vedeva da molto tempo. A prescindere da chi ha vinto e chi è arrivato secondo, i due ci hanno regalato un duello che rimarrà incorniciato nella memoria di questa generosa SBK. Peccato che all’ultimo giro un grande Badovini stava per fare un podio tutto Italiano ma nel sorpasso decisivo a Sykes ha sbagliato l’inserimento andando a colpire l’inglese che aveva chiuso ogni spazio.

Gara Due: Melandri, Biaggi e le Aprilia:

Chi aveva giurato alla compagna che l’avrebbe portata al lago dopo gara uno ha dovuto inventare scuse tremende perché dopo la battaglia tra Max e Melandri finita con la vittoria del Romano, ci si aspettava la vendetta di Melandri in una seconda gara da brivido come la prima. Tutto da copione con la sola variante che ai due italiani si sono aggiunti due inattesi ospiti inglesi. E non erano i soliti Rea e Sykes ma incredibilmente Laverty e Davies con due Aprilia davvero in forma. Davvero veloci e battaglieri, Laverty e Davies si sono inseriti nella disfida personale dei due Italiani. Lo spettacolo è aumentato di adrenalina e di un soffio Melandri riesce a vendicare gara uno con Max che invece finisce quarto nella bagarre finale dove il romano ha lasciato sfogare gli avversari pensando giustamente alla classifica che lo vede saldamente al comando con quasi due gare di vantaggio su Melandri. Dietro ai due Azzurri lo spazio di punti lascia intendere che ormai la pattuglia britannica è tagliata fuori dai giochi iridati. Rea Sykes e Haslam viaggiano davvero troppo a corrente alternata e piccoli errori, scivolate o addirittura rotture meccaniche diventano macigni nell’inseguimento a Max e Marco. Per Melandri bisogna dire che stà facendo miracoli con una squadra tutta nuova e una moto mai vista prima. Non dimentichiamo che la BMW prima di Melandri non aveva combinato nulla e ora viene indicata stabilmente come la grande avversaria di Aprilia e Ducati. Peccato per la gara di Misano dove Marco ha gettato al vento punti preziosissimi, vittima di un misterioso chattering che spesso blocca il binomio italo tedesco. Ma quando questo chattering viene annullato allora ci si diverte davvero e il mondiale diventa super.
 

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