Superbike Misano, l'analisi di Giovanni Di Pillo

A Misano Adriatico, nel circuito intitolato a Marco Simoncelli, Max Biaggi con la sua Aprilia si riprende la testa della classifica mettendosi dietro sia la BMW di Melandri che la Ducati di Checa con due gare strepitose, tiratissime e piene di colpi di scena.

SBK Misano, il podio

Max Biaggi, dopo un periodo di torpore apparente, si sveglia proprio nella gara più importante e sferra un “Uno-Due” che stende gli avversari, lanciandolo solo al comando con un bottino di ben 38,5 punti. Questala sintesi Twitterabilein 140 battute di un intenso, emozionante e bellissimo weekendal circuitoMarco Simoncelli di Misano. Gare tiratissime, piene di duelli, sorpassi e colpi di scena che hanno davvero cambiato volto alla classifica iridata.

Ad iniziare dalla nervosissima SuperPole, dove uno scroscio d’acqua ha bagnato leggermente la pista pochi minuti prima delle prove ufficiali, obbligando la direzione gara a dichiarare situazione “Wet”, e quindi con sole due sessioni di 20’ l’una a disposizione di piloti. Con i nervi a fior di pelle, i Super Big comeBiaggi, Melandri e Checasono finiti addirittura fuori dalla prime due file, beffati da errori di calcolo. Max è stato obbligato a partire dalla terza fila, addirittura dalla quarta Marco e Carlos. Ma in gara la sfuriata diSykes e Rea, con un fantastico Giugliano in scia, dura fino a quando le Pirelli dei due inglesi non cedono di schianto a metà gara. E come troppo spesso accade, i due devono mollare agli avversari in questo caso a un Biaggi stratosferico seguito da Checa – mentre Melandri deve addirittura fermarsi ai box per il solito chattering che lo fa retrocedere e perdere punti preziosissimi.

Chi si aspettava il duello all’O.K. Corral tra Max e Marco ha quindi visto solo un Max perfetto e un Melandri ripiombato nei problemi di inizio anno. Nel finaleGiuglianorischia la prima vittoria, se non venisse braccato e passato da Max e Carlos finendo comunque splendidamente sul terzo gradino del Podio. Da segnalare la sesta posizione diChaz Davies, che ha passato circa 15 avversari confermando la stupenda gara di Miller.  

Gara2

SBK Misan, Max Biaggi in trionfo dopo gara2

Gara duein fotocopia ma con piccole varianti importantissime per il mondiale. Se ingara unoè statoMelandria segnare Zero Punti, in gara due accade aCheca, che entra in collisione proprio conMelandrifinendo a terra. Dopo pochi secondi vola via ancheGiuglianoche stava ripetendo una splendida gara nelle primissime posizioni. Si chiude così solo con delusioni la gara di casa dellaDucati, che su questa pista dovrà festeggiare il WDW.Sykesin gara due cede ancora di schianto e finisce addirittura settimo, mentreReachiude molto bene secondo dietro a Max. Terzo Haslam e Melandri quarto, ma le vere novità sono i due piloti dellaBMW GoldBet Italia, con Badovini quinto dopo aver lottato come un leone con Max e Haslam, e Fabrizio finalmente protagonista in sesta posizione. 

Il Week End

SBK Misano, Jonathan Rea in azione con la Honda CBR 1000RR

NellaSuperstock, fine settimana di riscatto perla squadraBMWMotorradItalia, che piazza i suoi piloti ai primi due posti riconquistando subito la testa della classifica persa a Monza.

Quindi alti e bassi, che hanno sconvolto e allungato la classifica iridataSBKcon ben 60 punti tra il primo (Max) e il quinto (Checa). Ma il bello è venuto dalle due stupende gare: solo in SBK un pilota può partire dalla terza fila e vincere ambedue le gare.

Purtroppo, tanti sorpassi e duelli hanno deliziato un pubblico abbastanza striminzito. In effetti aMisanonon c’era il solito pienone, sia per il solito maledetto maltempo, ma forse perché un terremoto a soli 60 chilometri può aver davvero creato un bel problema ai motociclisti romagnoli. Altra perla vista a Misano è la meravigliosa scritta “Under Investigation” comparsa per la prima volta nella storia delleSBK. Questo campionato era l’unico ad essere rimasto indenne dalle ridicole, univoche, autoritarie e dittatoriali decisioni di una fantomaticaRaceDirection, che di solito inMotoGPusa la scritta per punire solo ed esclusivamente chi da fastidio alla Repsol e ai suoi piloti. Basti pensare alla leggendaria squalifica di Biaggi, reo di andare il doppio di Doohan con una moto privata controla NSR Repsol. Ola squalifica di Simoncelli, reo di aver passato all’esterno il pilotino Repsol, Pedrosa. Infine la ridicola pantomima con il protetto Repsol, Marquez squalificato e poi riammesso. Potevamo risparmiarcelala scritta Under Investigation, almeno in SBK. 

Supersport e Superstock 1000

Supersport Misano, Kenan Sofuoglu con la sua Kawasaki del Team Lorenzini

LaSupersportè diventata una classe desaparecida! Grazie ai geni di Eurosport e della 7. Lo spettacolo è stato fantastico con duelli battaglie, sorpassi e voli nelle raccapriccianti vie di fuga ormai tutte cementate e perfette per attutire gli effetti di una caduta.Il turco Sofuoglu, che ormai ha fatto capire a tutti che è un pilota nato e cresciuto solo ed esclusivamente per la Supersport, visti i pessimi risultati ottenuti tutte le volte che scioccamente ha voluto correre in SBK o in Moto2, ha piazzato un’altra vittoria. Il primo posto di domenica lo proietta davvero verso l’ennesimo titolo mondiale con laKawasaki del bravissimo Vanni Lorenzini, che ha tentato invano di portare un italiano ai vertici iridati per finire a dominare con un pilota turco! Pirro, Alfonsi, Corti, Roccoli e Vizziello sono i numerosi talenti scoperti da Lorenzini che però non è mai riuscito a centrare il mondiale Supersport. La scivolata del temibile e velocissimo Lowese e la penalizzazione per taglio di chicane di Foret, hanno lasciato Sofuoglu e Cluzel liberi di lottare fino alla fine per il primato, con il turco che la spunta sul francese e dietro di loro gli ottimi Baldolini e Tamburini. Con i 22 punti su Cluzel e i 30 su Lowes, Vanni Lorenzini e Kenan Sofuoglu possono pensare davvero ad un bel finale. 

Nella Superstock 1000, una gara emozionantissima con un finale incredibile grazie al simpatico pilota dellaGoldBet BMW, Baroni. Dopo essere finito dritto nelle vie di fuga e rientrato sesto, ha iniziato un recupero rocambolesco che lo ha reso protagonista di un sorpasso all’ultimo giro che ha fatto alzare in piedi la tribuna. È riuscito a passare esterno Magnoni, che aveva dominato la gara, poi passato da Barrier, vincitore dopo l’operazione alla spalla di solo un mese fa. Insomma trionfo dello spettacolo e della grinta e della BMW che piazza tre moto sul podio e riprende la leadership del campionato con Barrier. Malissimo per laDucatiche aveva spodestato l’avversaria tedesca grazie alla vittoria di Savadori a Monza. 

 

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