Ducati Monster 696: un mostro per amico

Pubblicato il 01/06/2009


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Il successo che la Monster ha ottenuto da quando nel lontano 1992 fu presentata al pubblico è un dato di fatto, o meglio, un fenomeno di mercato che ha saputo sopravvivere migliorarsi con il tempo. 200.000 unità vendute in tutto il mondo sono un numero altissimo e che ha trasformato la Monster in un classico. Che ora però necessitava un restyling. Nel segno della continuità cambia la linea, il telaio e il motore. Sarà una Monster migliore?

Ducati Monster 696: un mostro per amico

La moto che Miguel Ángel Galluzzi disegnò in quel lontano 1992 e che venne presentata al Salone di Colonia nel 1992 ha attraversato tutta una epoca mantenendo inalterato il suo fascino. Farne un restyling non era facile e poi, squadra che vince ... allora bisognava cambiare tutto perché non cambiasse nulla.

Bicilindrico a L raffreddato ad aria di 696cc., 4 valvole e ora capace di 80cv a 9000 giri, e forte di una coppia di 7,0 kgm a 7750 giri.. Il telaio trae ispirazione da quello della Desmosedici.

Il reparto freni è ora più efficace grazie a dischi più grandi e a due belle pinze radiali Brembo a quattro pistoncini. Il tutto per un peso che si riduce a 161 kili, 7 meno che il vecchio modello. Può bastare?

Un mostro per amico

Ducati Monster 696: un mostro per amico


La Monster nacque come una moto mostruosa. Il nome non era scelto a caso e chi ebbe, come me, l\'occasione di provare la prima M900 sarà d\'accordo se dico che quella prima naked di Borgo Panigale era una belva.

Oltretutto vibrava, sudava olio, aveva una tonalità di scarico assordante (cambiare i silenziatori nel \'93 era di prassi) e un rumore di ferraglia (la frizione a secco) che provocava lo sghignazzo dei filo giapponesi, allora più di moda che adesso.

Mi ricordo che tra un\'impennata e l\'altra, sgassando fiero al semaforo, osservavo tutta quella meccanica pulsante e mi chiedevo in che momento si sarebbe smontato il tutto. E invece no, il mio amico ce l\'ha ancora la sua M900 e va esattamente come allora. Chi è cambiata è la Monster, che con il tempo si è evoluta: per il modello oramai pensionato, tanto verso l\'alto (per esempio le S4R Testastretta – 130cv-) quanto verso il basso (la 400 -44cv-).

Ora tocca alla nuova 696 e possiamo dire che in questo caso si è esplorata la dimensione \"easy\" di questo modello. La nuova Monster cambia in tutto ed è ora più facile e adatta ad un pubblico più ampio, soprattutto quello femminile. Arrivano le nuove pinze radiali Brembo abbinate a due bei dischi da 320 e il risultato è una frenata eccezionale che richiederà un po\'di pratica ai nuovi iniziati. Gradiranno gli sportivi.

Un cambiamento evidente

Ducati Monster 696: un mostro per amico


Come detto, la Monster è completamente nuova sotto tutti gli aspetti. La linea ricorda il modello precedente, anche se con un po\'d\'attenzione possiamo notare che per esempio il serbatoio (finto, quello vero è occultato sotto il guscio) incorpora due prese d\'aria ed è più grande, il fanale anteriore è un moderno multiconvex a tre parabole, mentre dietro troviamo un piccolo faro a led.

Nuova la strumentazione, ora tutta digitale. Il telaio è tutto nuovo e deriva concettualmente da quelli della 1098 e della Desmosedici. Si completa con il telaietto e il forcellone in alluminio, sul quale lavora un ammortizzatore Sachs montato inclinato senza l\'interposizione di leveraggi.

Come già detto in precedenza, si è rinnovato anche l\'impianto frenante, ora forte di dischi più grandi (320 vs. 300) e pinze radiali. La pompa rimane stranamente assiale.

Un bicilindrico in continua evoluzione

Ducati Monster 696: un mostro per amico


Il bicilindrico a L della Monster si evolve continuamente, mantenendo in questo caso inalterate alcune caratteristiche. Rimangono il raffreddamento ad aria e le 2 valvole per cilindro, sono invece nuovi sia i pistoni in alluminio forgiato sia le teste, che ora hanno un disegno interno che migliora la combustione.

L\'iniezione è una Siemens da 45mm. La potenza è aumentata da 73 a 80 cavalli a 9.000giri, un buon risultato che va accompagnato dall\'aumento della coppia, ora abbiamo 7,0 kgm a 7.750.
La frizione adotta il già conosciuto sistema APTC (Adler Power Torque Clutch) che funge da antisaltellamento e riduce lo sforzo alla leva. Funzionava e continua a funzionare molto bene.

Infine il peso, dichiarato senza liquidi né batteria, è di 161 kg. Un risultato migliore di sette kg rispetto alla vecchia M695.

Su strada

Ducati Monster 696: un mostro per amico


Per strada la Monster ribadisce tutte le qualità del modello precedente, con alcune modifiche che ne migliorano notevolmente il confort e la funzionalità generale.
L'agilità in mezzo al traffico si mantiene ad un ottimo livello, anzi, meglio visto che per aumentare l'angolo di sterzo sono state praticate due bombature nel serbatoio che permettono qualche grado di sterzata in più.

Le marce corte poi aiutano alle basse velocità, ed in città si viaggia senza problemi. Unici inconvenienti, il cilindro posteriore che tende a scaldare e la leva del cambio che presenta innesti duretti. Per il resto tutto bene, la frizione è morbidissima da azionare e i freni sono superlativi. Fuori città se cerchiamo un uso sportivo emergono alcuni "difetti", soprattutto dalla forcella che si vorrebbe più frenata in estensione.

L'interasse molto corto e il peso contenuto possono trasformare l'agilità in un certo nervosismo (contenuto) alle alte velocità. La posizione è ottima e meno affaticante della precedente, con il busto più eretto e il manubrio più vicino al corpo. Luce verde anche per il sistema APTC che funziona a meraviglia, anche insistendo in scalate estreme non si arriva mai al bloccaggio o al saltellamento.

In conclusione possiamo dire che la M696 mantiene inalterato il fascino e il comportamento che resero famosa la Monster, apportando una serie di innovazioni necessarie per rendere questa naked una moto alla portata di tutti e non un prodotto di nicchia.

Le colorazioni disponibili sono due: il classico rosso Ducati e il bianco perlato. Esiste anche la 696+ che per poche centinaia di euro in più offre anche un piccolo cupolino e un coprisella per il passeggero, che rende monoposto la Monster.



J.Martín
Foto: Milagro
Tradotto ed adattato da Luca Parretti

 

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