Ducati Monster 796: Nella terra di mezzo. 2010

Pubblicato il 11/04/2011


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Facile da guidare come la M696 e con un carattere sportivo vicino alla M1100. È così che si comporta la nuova M796, una moto adatta sia per i principianti che per chi ha già molti chilometri alle spalle.

Ducati Monster 796: En la tierra media.

La Monster è la gallina dalle uova d'oro della Ducati. Senza andare troppo lontano, un paio di mesi fa è stata la seconda moto più venduta in Spagna. Ma la società di Borgo Panigale non può dormire sugli allori e deve continuare ad alimentare il suo mostro con l'uscita centellinata di nuove versioni. Se due anni fa ci avevano stupiti con la presentazione della rinnovata M696 e poi della M1100, questa volta tocca alla M796, una proposta che si colloca a metà tra la piccola e la più grande delle Monster, e riempie il vuoto lasciato dalla M800.In questa nuova uscita, la Ducati ha introdotto dei leggeri cambiamenti come una nuova posizione di guida, oltre, ovviamente, all'adozione del motore DesmoDue già visto nella Hypermotard, il forcellone monobraccio e la possibilità di scegliere una versione con ABS, per citare le novità più interessanti. Il resto parte da una base dall'attendibilità comprovata, che insieme alle prestazioni del già citato propulsore, farà divertire tanto il novellino come l'utente con più esperienza, perché non c'è bisogno di montare 180 CV per entrare in un'altra dimensione del mondo delle due ruote.

Una cosa simile è successa un mio amico, che dopo molti anni con una sport-touring di cilindrata media voleva togliersi uno sfizio. E dopo averci pensato un sacco ha comprato una Monster 696. Ha appena passato la soglia dei primi 1.000 chilometri ed è entusiasta. Quali sono quindi i segreti della Monster che le fanno avere tanto potere di attrazione e convinzione? Il primo è, ovviamente, l'estetica. Non è un caso se un modello è sul mercato da 17 anni e continua ad essere un punto di riferimento imprescindibile. E il secondo è il dinamismo, il comportamento della moto, che nel nostro caso migliora le prestazioni della M696 senza arrivare alla potenza della M1100.

Finalmente a casa

Ducati Monster 796: En la tierra media.

E così dopo aver assistito alla presentazione della M796 in Cà La Ghironda, nei dintorni di Bologna, avevamo già voglia di poterla provare nel nostro territorio. Con il nuovo forcellone monobraccio da lontano non è facile distinguerla da sua sorella maggiore. Ma se ci avviciniamo, le cuciture della sella rosse e il bordino perimetrale, anch'esso rosso, dei cerchioni decorati in nero dissiperanno ogni dubbio. Montare in sella alla nuova Monster è più comodo. Il manubrio è di 20 millimetri più alto grazie a delle nuove torrette e l'altezza del sedile è di 10 millimetri più bassa rispetto alla M1100, per far sì che rimanga a 800 millimetri dal suolo.

Il risultato è una posizione di guida un po' più rilassata, che evita di caricare tanto il peso sulle braccia come succede con le sue sorelle, e allo stesso tempo la possibilità di toccare a terra con più facilità rispetto alla M1100. In questo caso, entrambe le leve freno sono regolabili, quindi potremo adattare la distanza alle nostre necessità. Gli specchietti, già si sa, funzionano il giusto. Esteticamente seguono la linea della Monster, ma potrebbero essere più funzionali, trattandosi di una "urban icon", come l'ha definita la Ducati.

Ed è arrivato il momento tanto atteso. Schiacciamo il tasto di avvio e la DesmoDue prende vita con facilità. Nel nostro caso è una versione con ABS, che possiamo attivare o disattivare con un solo tasto del gruppo, sempre con il motore acceso. Il quadro strumenti è lo stesso delle sue sorelle, completamente digitale, ma con lo sfondo bianco e come novità include un indicatore delle condizioni dell'ABS (on/off), oltre alle altre funzioni già note come il cronometro, l'orologio, la misurazione di dati preinstallata... Anche se manca il livello della benzina.

Prima di uscire in strada abbiamo potuto vedere nel parcheggio che si muove facilmente remando con i piedi (pesa solo 180 kg in marcia), ma l'angolo di giro continua a ridurre un po' la manovrabilità da fermi. Nei primi metri, da un semaforo all'altro, avevi la sensazione di guidarla da sempre. Comoda per essere una Monster, con un tatto speciale nella frizione (la moto esce alla fine del percorso della leva), ma a cui ci si abitua subito e con dei buoni bassi appena si esce, senza strappi. Il manubrio è largo, come di rigore, ma si può passare tra le macchine senza troppi problemi. Il tatto del freno aumenta la sensazione di moto facile, con una buona progressività nel percorso e un buon mordente all'occorrenza. La forcella invertita, firmata da Showa, non è regolabile, ma la taratura risulta efficace per assorbire qualche buca senza diminuire le prestazioni sportive una volta usciti in piena strada.


Finamente in strada

Ducati Monster 796: En la tierra media.

Lasciandoci la città alle spalle, le strade a scorrimento veloce ci sono servite per apprezzare il lavoro del cupolino e a velocità legali devia l'aria quanto basta, mentre andando in sesta il consumo è irrisorio. Non vibra e la visibilità degli specchietti è sufficiente. Ma se in città si muove a suo agio, sarà sulle strade curvose che la apprezzeremo al massimo. La Monster 796 non mente e non ti metterà mai nei guai. Il motore ha abbastanza bassi e medi da farci dimenticare del cambio e uscire dalle curve in marcia lunga senza le tipiche pulsazioni dei bicilindrici.

Dà il massimo tra i 4.000 e i 6.000 giri/min, con una potenza e una coppia superiori alla M696 (87 CV della M796 per 80 CV della M696 e 1 kg di coppia). Se facessimo un paragone con la boxe, la M796 ha la potenza di un peso leggero, mentre la M696 sarebbe un peso piuma e la M1100 un superwelter. Insomma, se vogliamo provocarla, avremo una risposta più pesante rispetto alla piccola della famiglia, ma senza raggiungere l'estremo della maggiore, con la quale aprendo in seconda all'uscita da una curva ti si può alzare la ruota. Un altro dettaglio non visibile è l'adozione di un volano di inerzia simile a quello della 848, che portato in strada conferisce una maggiore allegria all'uscita dalle curve, accentuando il carattere sportivo della Monster e marcando il territorio rispetto alle M696.

Come abbiamo segnalato, la base è quella della M696, quindi la stabilità e la frenata sono garantite al massimo. Questa Monster si muove facilmente e cambia direzione con agilità, senza movimenti strani dell'avantreno che possano ridurre la sicurezza, nonostante non abbia ammortizzatore di sterzo. La ruota davanti è sempre sotto controllo. Il telaio a traliccio con tubi della 1098, insieme alla riuscita taratura delle sospensioni (l'ammortizzatore posteriore Sachs è regolabile nel precarico della molla e in estensione), garantiscono una buona sicurezza nelle curve veloci e allo stesso tempo si mostra agile nelle sterzate strette e il motore ci tirerà fuori senza problemi dai tipici tornanti stretti in seconda velocità.

La progressività dei freni è un altro punto a favore. Ha la stessa attrezzatura della M696, ovvero dischi da 320 mm con pinze radiali a quattro pistoncini, e dà grandi soddisfazioni. Avere optato per una pompa radiale sarebbe stato troppo per la filosofia di questo modello, sportivo ma adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Al suo posto, la Ducati offre la possibilità di disporre di un ABS veramente efficace, che non risulta molto intrusivo e permette di accelerare ritardando le tipiche pulsazioni che ti dicono "stai oltrepassando il limite". Qui entra in scena anche la frizione antisaltellamento (APTC), che eviterà che la ruota ci faccia rimbalzare se scaliamo troppo, diventando un grande alleato in situazioni delicate.


Nel mezzo

Ducati Monster 796: En la tierra media.

Dopo averla provata a fondo, la nuova Monster M796 ci lascia con la sensazione di trovarsi a metà tra la M696 e la M1100. Ti dà di più della piccola della famiglia, quel botta e risposta che a volte ci può mancare nel modello di accesso, senza arrivare alla potenza della M1100. Inoltre, gli intervalli di manutenzione adesso sono circa ogni 12.000 chilometri. E se non puoi ancora accedere a questo modello a pieno poteri, la Ducati dispone di un kit depotenziamento a 35kW.

Se alla fine la Monster ti ha convinto, come al mio amico, ti rimane solo un piccolo dilemma: scegliere il colore, visto che oltre all'offerta cromatica di serie (rosso, bianco e nero con telaio rosso e cerchioni neri), l'azienda di Borgo Panigale propone fino a dieci altre decorazioni. Tre appartengono alla Monster Art (giallo, arancione e lilla) e sette alla Logomania (decorazioni ispirate a modelli mitici come la Darmah, Pantah, Mike Hailwood, ecc.). Per avere una Monster diversa, puoi optare per comprare la moto di un colore e il kit di un altro (parafango anteriore, serbatoio, cupola e codino), o chiedere la Monster naked e comprare il kit a parte, e così facendo potrai risparmiare un po'. A proposito, il prezzo della nuova M796 oscilla tra 8.995 euro e 9.695 con ABS.


Sergi Mejías
Fotos: Santi Díaz

 

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