KTM 990 Adventure: Stacca la spina 2009

Pubblicato il 27/09/2011


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Lascia che alle tue spalle la routine si confonda con la nuvola di smog ogni giorno più spessa; corri su una striscia nera d'asfalto fino ad arrivare a un sentiero disperso nel niente. Stacca l'ABS e stacca anche la spina da tutto il resto.

KTM 990 Adventure: Desconecta

Apparsa nel 2003, la KTM Adventure rappresenta il senso più puro dell'evasione in versione trail. Una moto che è nata in Africa e che negli ultimi anni si è guadagnata un posto privilegiato tra la trail grandi, grazie alla sua versatilità. Nessun'altra moto del suo genere concilia con la stessa affidabilità l'asfalto con l'off-road. Ha notevolmente migliorato le sue prestazioni soprattutto per quanto riguarda il primo contatto con l'acceleratore.

Ora la risposta del motore è più fluida, meno on-off ed è particolarmente apprezzabile in uscita dalle curve lente di qualsiasi strada tortuosa, dove la Adventure ci riempirà di soddisfazione. I cambiamenti estetici di questo modello si notano rapidamente nella grafica, ma sono le novità tecniche a segnare un nuovo percorso nelle prestazioni della Adventure. L'autentico spirito trail si è progressivamente perso negli ultimi anni, e le caratteristiche off-road sono state gradualmente sacrificate e "asfaltate". La nuova Adventure non fa eccezione, ma conserva una percentuale del suo carattere off che le fa scavalcare le altre moto di questo stile, a partire da una leggenda come la BMW GS.

Novità

KTM 990 Adventure: Desconecta

L'esperienza dell'azienda in un settore del mercato in cui è entrata sei anni fa sembra riflettersi in quest'ultima versione della Adventure, nel comportamento del propulsore e in una lunga lista di dettagli particolarmente apprezzabili dal punto di vista pratico. L'ormai classico bicilindrico a V presenta una lunga serie di modifiche che rendono la Adventure una moto più piacevole, con una risposta più morbida, senza perdere quella punta di aggressività marchio di fabbrica della casa produttrice.

Oltre ai miglioramenti nell'albero a gomiti – ora un pezzo unico, modificato per ridurre le vibrazioni – sono state ridisegnate le teste, i pistoni sono più leggeri (395 g), abbiamo otto cavalli in più di potenza e resta da segnalare una nota pratica: sparisce la regolazione delle valvole a 1000 km, passando ai 15000 km. È stato migliorato il raffreddamento, i condotti di ammissione sono stati riprogettati e la moto monta un nuovo albero a camme meno aggressivo rispetto a quello di altri modelli della casa, come la SM 990 o la Duke.

Con 8 CV di potenza in più e 250 giri/min extra, la coppia è passata da 90 a 100 Nm. La centralina è la maggiore responsabile di questo nuovo feeling del propulsore, particolarmente evidente alle basse rivoluzioni. Dettagli minori come il colore nero del forcellone e delle pinze dei freni si combinano con aspetti pratici come il vano portaoggetti con chiusura, che si può aprire anche con i guanti invernali, posto tra i due serbatoi, o la strumentazione con il display elettronico tipico di altri modelli dell'azienda, dove manca però un essenziale indicatore del livello di carburante.

Il vano è più grande rispetto alla versione precedente, la chiusura è più pratica e i fusibili si trovano al suo interno e sono quindi molto accessibili. Il manubrio è regolabile e il cavalletto centrale è di serie. C'è da dire che proprio il cavalletto è un po' scomodo da sistemare, ma al tempo stesso è molto utile quando si lavora sulla moto. L'ABS è di serie, ma per fortuna può essere disattivato semplicemente premendo uno dei tre piccoli pulsanti che si trovano nel cruscotto.

Basta spingerlo pochi secondi a motore acceso e moto ferma per poter godere della libertà offerta dalla Adventure quando si lascia l'asfalto, dove l'ABS non è affatto consigliabile. Antifurto elettronico, allarme inseribile con un bel pulsante grande e una presa di corrente da 12 v sono alcuni dei dettagli pratici.

Personalità

KTM 990 Adventure: Desconecta

La verità è che, personalmente, viaggiare sull'Adventure è come farlo con un'amica fedele. Mi identifico particolarmente con una moto con la quale ho percorso migliaia di chilometri in Africa e che conosco molto bene. La prima sensazione è che continua a essere una moto molto alta e che il manubrio ha poco angolo di sterzata da fermi, ma per fortuna i blocchi dello sterzo sono regolabili.

Il tatto della frizione è molto buono, il cambio ha abbastanza corsa e la posizione di guida è comoda e naturale. Sulle lunghe distanze è migliorato il comfort (sella), la protezione aerodinamica è buona e la linea stretta dell'insieme, grazie alla configurazione del motore a V, molto apprezzabile. Sulla Adventure si viaggia con un buon livello di comfort, che non raggiunge però quello della GS BMW che, inevitabilmente, è sempre il punto di riferimento obbligato.

Le informazioni del cruscotto sono buone, anche se le cifre sono un po' piccole, e la visibilità degli specchietti è eccellente. Ad una velocità di crociera di 130 km/h con il motore che gira oltre i 5000 giri/min, la Adventure invita a fuggire e a cercare strade tortuose dove, nonostante la sua ruota da 21", la moto dimostra le sue buone maniere e il suo carattere forte.

Il telaio, dalla grande stabilità, è straordinario, e le sospensioni lavorano molto bene, hanno un buon tatto e sono progressive sull'asfalto "rattoppato". La frenata dell'ABS è buona, ma il tatto del freno anteriore non ci ha convinto del tutto, con la prima corsa della leva un po' morbida. Se si vuole frenare con forza risponde, ma dal mio punto di vista, dietro il sistema ABS è troppo sensibile. I cambi di direzione sono molto naturali nonostante la ruota da 21" che tra l'altro è sempre meno utilizzata dalle grandi trail e che è invece provvidenziale quando lasciamo l'asfalto. Il motore ora è più educato, in termini di risposta ai bassi giri, e conserva la sua forte personalità.

Con una progressione lodevole, il cambio è un po' lento, ma tra i 3000 e gli 8000 giri c'è una vasta gamma di utilizzo e una grande capacità di reazione. Quando si guida su strade tortuose, accetta di buon grado le marce lunghe ed è davvero emozionante intorno ai 9500 giri/min (un regime al quale non è mai necessario arrivare), che restano un'esclusiva di questo bicilindrico nato in Africa e sviluppato, tra gli altri, dal compianto Fabrizio Meoni e da Isidre Esteve. Ci tornerei in Africa con una KTM Adventure, ma siccome in questo momento non posso, mi accontento di una fuga per staccare la spina... Venite anche voi?


La versione R. Off-road d'altitudine

KTM 990 Adventure: Desconecta

La versione R ha sette cavalli in più, delle sospensioni con 55 mm di corsa in più e ovviamente non monta l'ABS, risultando così più leggera. Secondo i nostri compagni di Solo Moto Off Road, nonostante la quantità di potenza del motore è facile da portare nei sentieri e la resa è dolce già ai bassi giri, caratteristica che permette di guidare bene, giocando con l'acceleratore.

Se si vuole derapare, la potenza arriva progressivamente. Inoltre questa stessa reazione può essere sfruttata in una guida enduro quando ci si trova davanti a una buca: un colpo di gas e via! Il motore e il suo enorme potenziale fanno della Adventure una moto molto veloce sui sentieri, e il limite lo mettono le gomme, che non riescono a spostare tanti CV su una superficie scivolosa.

Il telaio è stabile e le sue reazioni nobili, ma forse fa un po' fatica a entrare nelle curve lente, per un fatto di peso e volume. La posizione di guida in piedi è comoda e si guadagna in comfort se si sposta leggermente il manubrio in avanti. Le sospensioni sono buone, hanno un buon tatto e un buon compromesso di durezza. Nonostante i suoi oltre 200 kg, con un certo livello di guida si può saltare e si possono affrontare le buche con fiducia.

Con dei pneumatici migliori su questa Adventure R si potrebbe andare veramente veloci. La frenata anteriore, che nella versione con l'ABS ci era sembrata un po' morbida nella sua prima corsa, nell'utilizzo off-road è più regolabile. Il freno posteriore ha buon tatto. In breve, la Adventure R è una moto molto grande e con molti cavalli. In buone mani, grazie a un telaio e delle sospensioni di qualità e a un motore potente e progressivo, si possono fare delle magie come quelle di Albert Guerrero... Astenersi principianti!


Álex Medina
Fotos: Santi Díaz


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