Prova: BMW R 1200 GS Adventure - evoluzione carismatica

Pubblicato il 01/02/2014


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La nuova versione dell'ammiraglia da raid BMW stupisce per le doti di handling e per un motore mai così a punto. Aggressiva e sfacciata nel look, docile e mansueta alla guida.

Prova - BMW R 1200 GS Adventure Sempre al primo posto non solo nel cuore degli appassionati, ma anche nelle check list di coloro che si apprestano ad allestire i raid intercontinentali più estremi, la BMW R 1200 GS Adventure veste con disinvoltura sia il ruolo di oggetto di culto che di nave del deserto. Questa nuova versione, basata sul propulsore con teste raffreddate ad aria/liquido era attesa con trepidazione, viste le premesse della sorella presentata l’anno precedente.

Una nobile stirpe

Prova - BMW R 1200 GS Adventure La GS Adventure è una moto che vanta un passato glorioso, fatto di corse vittoriose in tutto il mondo, che affonda le proprie radici nell’epoca d’oro dei raid africani degli anni ’80, quando la GS era G/S e la Adventure portava ancora il nome di Paris – Dakar. Di anno in anno si è evoluta sempre più, fino al punto in cui è diventata sia fenomeno che moda e si è ritagliata un ruolo facile da recitare: quello di commuter di lusso durante la settimana e di vacanziera da week end o ferie estive. Niente a che vedere con il fascino touareg di Tamanrassett o con la sabbia rosa del lago Retba in Senegal, ma meglio di niente. Tutto sommato fa sempre piacere sapere di stare in sella ad una moto che, con un treno di gomme giuste e pochi altri accorgimenti, potrebbe attraversare tutto il continente americano, dalla Patagonia all’Alaska.

Cattivissima

Prova - BMW R 1200 GS Adventure

Giusto per rinfrescare la memoria vediamo cosa bolle in pentola.
Presentata in occasione dello sorso EICMA 2013 la BMW R 1200 GS Adventure è una GS che subisce una rielaborazione estetica e funzionale al fine di renderla più adatta ad un impiego di turismo a largo raggio o ad impegnativi raid dove le strade vanno cercate con il GPS ed il road book. L’aspetto della moto è davvero imponente, il largo serbatoio in pregiato alluminio (leggero, non risente delle dilatazioni termiche e resiste meglio agli urti) è circondato dalla protezione in tubi che avvolge il frontale e si estende giù fin sotto al motore. La scelta di usare il grigio metallizzato allarga ulteriormente la vista frontale e dà all’Adventure quella capacità di intimidire, quell’aspetto da panzer inarrestabile che è quasi un marchio di fabbrica. Anche il parabrezza ridisegnato in funzione di una maggiore protezione, con deflettori fissi posizionati ad hoc, frutto di un intenso lavoro in galleria del vento, contribuisce a far sembrare la vista frontale larga ed arrogante. Per finire il becco, che esprime maggiore cattiveria, ha un profilo ridisegnato in funzione dello sviluppo del serbatoio ed esalta il faro anteriore a LED.
C’è da restare imbambolati a guardare il frontale della Adventure, un po’ succubi di tanto carisma…

Differente

Prova - BMW R 1200 GS Adventure

La maggior parte dei cambiamenti è concentrata là, dove è l’azione a farla da padrona. Ovviamente bisogna cominciare a parlare del motore, differente rispetto a quello installato sulla GS base in alcuni particolari che ne hanno cambiato e –lo diciamo subito– reso più apprezzabile il carattere. La massa volanica è stata appesantita e con essa ovviamente anche lo smorzatore di vibrazioni, il tutto accordato da nuove mappe motore. Risultato: il boxer non perde in prestazioni ma guadagna quella consistenza e quella pastosità che sulla versione base non possiede. Non solo, i consumi ridotti, frutto di una sofisticata gestione elettronica e di un buon rendimento termodinamico hanno permesso di contenere la capacità del serbatoio ad un massimo di 30 litri, fatto che, assieme all’impiego dell’alluminio, ha contribuito a tenere sotto controllo la differenza di peso che separa l’Adventure dalla versione base, contenuta in soli +7 kg. L’escursione delle sospensioni è stata incrementata di 2 cm il che ha richiesto l’aggiunta di un ulteriore parastrappi sulla linea di trasmissione (ora siamo a tre) per consentire alla meccanica di sopportare con immutata affidabilità le sollecitazioni derivanti da un fuoristrada ancor più duro. Anche il braccio del Telelever è stato rivisitato in quest’ottica. Come ulteriore risultato anche la luce a terra è migliorata: +1 cm. Le altre variazioni alle geometrie della ciclistica sono di dettaglio ma hanno l’effetto di un toccasana per l’handling della R 1200 GS Adventure: l’avancorsa è stata ridotta del 10% ed il passo allungato di 3 mm. Questo, unito alla nuova ripartizione dei pesi ha dato un boost di agilità sorprendente, specie nell’uso stradale. Migliorie sono riscontrabili anche nella sella, regolabile in altezza e più confortevole, ma conformata per permettere anche a chi non è adeguatamente stazzato di toccare con entrambi i piedi a terra e governare al meglio la moto; diciamo che già chi parte dal metro e settanta può pensare di portarsi a casa una Adventure (sempre facendo i dovuti conti con il portafoglio!). Piacevoli le scelte cromatiche riassumibili in un classico bianco lucido, un moderno blu metallizzato opaco e nel verde militare senza tempo.
Le dotazioni di serie della R 1200 GS Adventure sono già ricche e complete senza attingere al catalogo accessori. Con ABS, ASC, mappe motore, sospensioni semiattive Dynamic ESA, pedane e pedali rinforzati, protezioni in metallo e telaietti posteriori per valigie e top case, ruote a raggi con pneumatici tubeless parabrezza regolabile in movimento, sella sdoppiata regolabile per il pilota c'è tutto quello che serve, anche perchè il portafogli viene spremuto per bene con i 17.450 euro chiavi in mano a listino necessari per l'acquisto.
Tutto il resto è nella lista degli accessori e copre tutta la gamma di sfumature che vanno dalla necessità all’autocompiacimento.

Come un calabrone

Prova - BMW R 1200 GS Adventure

Sto guidando l’Adventure su un tratto di strada così tortuoso da far venire il mal di mare, 50 km di misto stretto tutto in seconda e terza, senza mai un attimo di respiro. Continuo a sbatacchiare gli imponenti volumi della tedesca in una serie innumerevole ed infinita di curve e controcurve, dove c'è solo spazio per il divertimento e per la consapevolezza di essere fortunati a trovarsi su questa moto, su queste strade. Improvvisamente un lungo destra in appoggio di terza si trasforma in un infido tornantino in discesa a sinistra con scollino: giusto il tempo per puntare gli occhi verso la corda e l'Adventure è già lì, prima e meglio di quanto mi aspettassi. Ancora sorpreso da questo virtuosismo dinamico mi trovo a pensare ad una famosa citazione di Igor Sikorskij, l'inventore –per così dire– dell’elicottero: “Recenti studi di aerodinamica hanno dimostrato che il calabrone non può volare a causa del rapporto fra la sua superficie alare e la sua massa corporea. Ma il calabrone non lo sa e continua a volare”.
Ecco, questa GS Adventure è come un calabrone: imponente, voluminosa, poggia tutta la sua sicurezza su una superficie di contatto grande come un paio di carte di credito, eppure va come non si potrebbe immaginare. Dovrebbe essere goffa e impacciata tra le curve, è quello che ci si aspetterebbe e nessuno avrebbe da obiettare, eppure danza senza fatica e senza affaticare, assistita da sospensioni controllate e perfette per la guida impegnata, con il Dynamic ESA settato su HARD, i freni sempre potenti e presenti (anche se permane il vizio dell’ABS di farsi sentire troppo al posteriore, come già rilevato nella versione base) ed il motore sempre disponibile a girare alto pur con vibrazioni molto presenti oltre i 5000 giri.
Sì, è vero, da ferma intimidisce per la sua imponenza, la vista frontale in foto non rende minimamente l'idea di quanto sia larga, eppure superando qualche imbarazzo iniziale in fase di manovra è sufficiente un minimo abbrivio per  levarsi di dosso ogni soggezione e scoprire il paradiso in sella. Intendiamoci, il peso c’è e si sente, nei cambi di direzione più veloci si percepisce la resistenza dell’inerzia, ma il lavoro di tutte le componenti meccaniche e il bilanciamento nascondono tutti i dubbi come se fossero un mucchietto di polvere sotto un tappeto.

Su strada...

Prova - BMW R 1200 GS Adventure Su strada il confort è quasi sempre elevato, qualsiasi sia l'andatura, a patto di tenere il motore sotto i 5000 giri; oltre, le vibrazioni e la rumorosità meccanica tolgono un po' di piacere all'andatura, fermo restando che, se serve, il boxer mostra sempre comunque un bell’entusiasmo quando si tratta di girare alto e toccare zona 9.000 indicati. La sella è comoda e abbondantemente imbottita, garantendo una vivibilità, che da buona che è sarebbe perfetta se non fosse per il serbatoio che costringe le gambe ad una posizione innaturalmente larga. La triangolazione con pedane e manubrio va dallo sportivo per i più alti di statura al super relax per i più bassi che comunque saranno quelli che godranno di più la abitabilità di questa moto. 
Alle basse velocità l’Adventure è molto bilanciata ed ha un ottimo raggio di sterzo che permette di ridurre al minimo le manovre: la geometria aiuta permettendo di fare inversioni anche col manubrio a battuta senza alcuna fastidiosa tendenza a chiudere. L’equilibrio e la sensazione di leggerezza è tale che in città viene da usarla con la stessa confidenza di uno scooterone. Tutta questa agilità non va a danno della stabilità sul veloce, dove a confronto  la GS standard è molto nervosa di avantreno. Sempre alla luce di questo confronto anche la risposta del gas è precisa e sfruttabile, più di quella del motore in versione base. Sarà la cura alle masse volaniche ad aver reso più educato il boxer, o forse sarà la consapevolezza della Adventure di non dover dimostrare nulla a nessuno, sta di fatto che ovunque possibile si preferisce sfruttare l’elasticità ed il cambio, un po’ contrastato negli innesti, viene relegato al ruolo di comprimario. La frizione invece resta sempre un po’ vaga nella sua azione, tutta concentrata nei primi mm di corsa e poi il nulla. Per finire, in zona manubrio, ci vuole un minimo per abituarsi alla selva di pulsanti che affollano i blocchetti, dopodiché i comandi possono essere governati con istinto in sicurezza.

...e fuori strada

Prova - BMW R 1200 GS Adventure

Usciti dal traffico cittadino il motore si può distendere, per godere della massima efficacia della ciclistica: bastano un paio di pressioni sul pulsante ESA per utilizzare un settaggio più rigido delle sospensioni e lanciarsi tra le curve a ritmi inaspettati e che forse non sarebbe nemmeno lecito chiedere ad una moto il cui tipico uso dovrebbe essere quello di tuttoterreno macina kilometri. Ma forse questa è un po' la maledizione della prima della classe, costretta a interpretare i ruoli più disparati e a dover fare spesso e volentieri (e bene) anche cose che non sono nelle sue corde. Dopo avere approfittato oltre il lecito delle sue doti dinamiche sulle strade tortuose delle colline spagnole è giunto il momento di concedersi un po' di divertimento sulle strade bianche della zona, dove la GS Adventure, indossati i panni da off con la mappa Enduro e l'ESA in SOFT si lancia tra un curvone e l'altro a velocità a tre cifre trovando grip anche dove non te l'aspetti, pur con le gomme di primo equipaggiamento, perfette per le pieghe su asfalto, appena sufficienti già su una strada di terra battuta. Con un po' di malizia e di pratica enduristica alle spalle si può anche osare qualche passaggio complesso. Qui il limite sta più nella stazza di chi guida: i più alti non faranno fatica a gestire la mole della Adventure e a piegarla alla propria volontà, mentre i più leggeri, a corto di autorità, dovranno sperare nella benevolenza della loro cavalcatura. I freni, a punto ed efficaci su asfalto, riescono ad essere delicati e modulabili sui fondi viscidi. Ricordiamo poi che in opzione sono disponili le mappe aggiuntive, tra cui la Enduro Pro che permette di disattivare l’ABS al posteriore e accordare nel migliore dei modi risposta di sospensioni e motore . Il motore appunto, che nelle intenzioni di Bmw dovrebbe essere stato addomesticato, non solo non perde un grammo della sua capacità di spinta, ma anzi acquista autorevolezza nella risposta e riesce ad essere, se possibile, ancor più versatile dell'unità presentata a fine 2012. Davvero godibile in strada e perfetto fuori, senza quella inutile aggressività nelle risposte agli input della mano destra presenti sulla GS base.

Quindi?

Prova - BMW R 1200 GS Adventure

A fine giornata ci si rende conto solo superficialmente delle innumerevoli potenzialità di un prodotto di questo genere, nato maturo, com’è ovvio vista l’esperienza accumulata dalle generazioni che l’hanno preceduto, e pronto per accettare qualsiasi sfida. Già come esce dalla concessionaria è in grado di fare di tutto ed è persino un peccato pensare che una moto costruita con tanta passione, così ottimizzata per accettare i guanti di sfide impossibili sui terreni accidentati di tutto il mondo, sarà usata più come mezzo da gita del week end o come status symbol di fronte ai bar alla moda.
Purtroppo ne vedremo ben poche con il manubrio appoggiato ad un baobab o ferma dietro una capanna su una pietraia della Terra del fuoco, ma basteranno anche poche di queste immagini per ricordarci sempre come la BMW R 1200 GS Adventure sia una moto il cui limite risiede solo nello spirito di chi la guida.


Abbigliamento usato durante la prova:
Casco Acerbis Active
Completo IXS Eagle
Guanti Acerbis Keppelgate
Stivali TCX X-Desert

 

Commenti (1)

  • Fabio
    Fabio 09-07-2014

    Per i fighetti che vanno al bar o per i professionisti che fanno il tragitto casa-ufficio sarà un bestseller...ovviamente rigorosamente dotata delle borse laterali che sembrano quelle da trasporto organi e soltanto per i mesi estivi. L'anno prossimo già la venderanno e prenderanno la versione nuova perché quella dell'anno precedente per loro sarà da "poveracci"

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