Prova: BMW R 1200 RT - rivoluzione dinamica

Pubblicato il 04/02/2014


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La nuova versione della maxitourer BMW, grazie a forme aerodinamiche, tanta elettronica e al motore a raffreddamento misto aria/liquido, diventa ancora più desiderabile, presentandosi come la perfetta compagna per lunghi viaggi all'insegna della bella guida.

Prova BMW R 1200 RT 2014 Come ogni oggetto anche le moto vengono scelte per i motivi più disparati: alcune per il puro piacere del possesso, altre perché esprimono il coronamento di una posizione, in quanto veri e propri status symbol, altre per esprimere qualche aspetto della propria personalità. Per fortuna esistono anche moto che vengono acquistate e usate in quanto tali, per essere e non per apparire, per viaggiare, per guidare, per esplorare, per giungere a destinazione. La BMW R 1200 RT fa parte della categoria delle moto di sostanza, quelle scelte da chi fa turismo a lungo raggio e lo fa 365 giorni l'anno, moto che badano al sodo ma che sanno coccolare i propri passeggeri con tante soluzioni pratiche e tecnologiche pensate proprio per rendere la permanenza a bordo piacevole anche dopo tante ore in sella e centinaia di km al giorno macinati. Certo, sono moto che costano, ma che non è raro vedere toccare i 100.000km di strada in cinque o sei anni di vita: si tratta quindi di investimenti che devono essere supportati da valori di affidabilità ed economia di gestione a tutta prova. Per questo la competizione nel settore delle tourer a lungo raggio è così serrata e per questo la nuova BMW R 1200 era così attesa.

Aerodinamica e moderna

Prova BMW R 1200 RT 2014 Camminando attorno alla RT, appoggiata sulla sua stampella laterale, appare evidente il lavoro di ricerca aerodinamica sviluppato in galleria del vento, come la funzione abbia influenzato la forma e come, successivamente, il marketing abbia dato i tocchi finali per rendere questa forma più BMW che mai. Innanzitutto è davvero palese che si tratti di una moto del tutto nuova. La prima impressione è molto positiva, lo stile è moderno e dinamico, si percepisce una sorta di tensione sotto le forme sinuose della fiancata, come se fosse una voglia impellente di mettersi in moto e partire. Ci sono molti punti in cui i richiami alle RT del passato sono evidenti ed altri dove ci si rifà anche un po' sfacciatamente all'ammiraglia K1600 GT. Il risultato è comunque piacevolmente attuale e spazza via quel sapore di design anni '90 che la RT si è sempre portata dietro in più di un aspetto. Certamente ci sono luci ed ombre, per esempio tanto appare riuscito il gruppo ottico anteriore con i due “angel eyes” di stampo automobilistico e di sapore K 1600, tanto poco convince quello posteriore, piatto, largo e un po’ sporgente, che dovrebbe essere una evoluzione del design della serie precedente. Poi ci sono dei tocchi di classe che ti farebbero dimenticare qualsiasi passo falso, qualora ce ne fossero, come i loghi BMW in rilievo sulle carene o il gruppo parabrezza-faro-cupolino separato dai pannelli laterali (anche qui l’erodinamica ha messo lo zampino). Belle e filanti anche le valigie laterali sempre con una buona capienza e con un pratico meccanismo di apertura, chiusura e sgancio. Le plastiche sono distribuite un po’ ovunque, verniciate o grezze, a nascondere parte della meccanica sulla vista laterale e sono di buona qualità anche se alcune appaiono un po’ sottili al tatto. Vistoso e abbondante lo scarico, forse anche per la scelta di cromarlo, probabilmente con una finitura satinata sarebbe risultato meno appariscente, per cui è probabile che in molti ricorrano al prezioso Akrapovic in opzione. Le verniciature come sempre sono impeccabili, i colori tutti metallizzati e molto sobri.

Elettronica onnipresente

Prova BMW R 1200 RT 2014 La prima cosa che colpisce salendo in sella è ovviamente la zona cruscotto, uno dei punti dove si percepisce di più il salto generazionale rispetto al modello precedente. Il momento in cui la strumentazione prende vita, girando la chiave di contatto (a proposito, vista la classe della moto un sistema di tipo keyless ci sarebbe stato bene) è molto suggestivo e le informazioni sono organizzate così bene che ci si sente subito a proprio agio anche non avendo mai guidato una BMW. La disposizione degli indicatori ricalca quella già vista sulla K 1600 GT con grande tachimetro a sinistra, contagiri più piccolo a destra ed uno spazio abbondante al centro per un pannello multifunzione che può indicare marcia, livello benzina, temperatura del liquido di raffreddamento, kilometraggi totali e trip, mappe motore, velocità o menù del setup della moto, informazioni della radio, stato dell’ESA e altro ancora. Tutto perfetto anche se c’è da dire che nell’uso pratico si perde un po’ di immediatezza: è impossibile con una sola occhiata avere il quadro completo di cosa stia succedendo quindi tocca centellinare gli sguardi e prestare attenzione o al solo tachimetro, o al contagiri, o al display centrale, magari configurandolo per visualizzare la velocità istantanea al posto del logo “RT”. Per finire non si può fare a meno di segnalare la predisposizione per il navigatore satellitare con guida vocale tramite altoparlanti e la possibilità di regolare tutta la plancia su due posizioni per massimizzare la leggibilità in base all’altezza del pilota. A tanta abbondanza di informazioni corrisponde una quantità di comandi al manubrio che sulle prime potrebbe imbarazzare, ma poi si rivela di facile gestione. Spicca per comodità il “multi controller” posto sulla manopola sinistra che permette di governare le funzioni prive di un comando specifico grazie alla guida del display centrale (insostituibile, vista la complessità della navigazione attraverso il sistema di sottomenù). Tutto molto pratico, ma occhio a distogliere lo sguardo dalla strada. Altri punti da segnalare sono i due pratici vani portaoggetti sotto chiave, l’inspiegabile scomparsa del sistema di aggancio rapido per la borsa da serbatoio presente sul modello ormai in pensione e i nuovi retrovisori, meglio posizionati rispetto al passato ma davvero piccoli e con lo specchio che vibra e diventa inutilizzabile quando il motore supera i 6.000 giri.

Tutta nuova sotto la pelle

Prova BMW R 1200 RT 2014 Tra le tante diavolerie elettroniche di questa nuova BMW R 1200 RT la prima di cui vale la pena parlare è il sistema “Hill Assistant”, così comodo che ci si chiede per quale motivo non esista da che c’è l’ABS e non sia esteso a tutte le moto! Molto semplicemente si tratta di un dispositivo che a motore acceso ed in seguito ad una secca pinzata del freno anteriore, impartita a moto ferma, manda in pressione il circuito frenante e tiene i freni bloccati fino a che non si riparta o non lo si disattivi con un’altra pressione sulla stessa leva. Gli impieghi sono innumerevoli e si riassumono tutti in situazioni in cui è necessario che la moto debba stare ferma a motore acceso ed il pilota abbia la necessità di tenere i piedi a terra ed usare le mani (per esempio al casello autostradale ove ci si debba fermare su una superficie leggermente inclinata, oppure quando serve tenere la moto ferma in salita o discesa). Sembra un semplice gadget elettronico, ma già dopo un’ora di utilizzo della moto diventa insostituibile. Altro dispositivo che aumenta il confort di bordo è il sistema “Shift Assistant Pro Tour”, una sorta di quick shifter che funziona anche in scalata e permette di guidare con maggiore relax. Altra idea pratica è la funzione di memoria del parabrezza elettrico che allo spegnimento della moto si ritrae ma al successivo avviamento riprende la posizione salvata in precedenza.
In effetti tutti questi dispositivi sono un chiaro segno di quanto si desideri coccolare gli occupanti a bordo (per esempio l’interruttore della sella riscaldata per il passeggero è posizionato posteriormente per essere facilmente accessibile), ma la nuova RT non è solo confort di bordo e praticità nell’utilizzo, è anche piacere di guida e prestazioni e qui scende in campo il nuovo boxer da 1.170 cc il cui carattere un po’ ribelle mostrato sulla R 1200 GS presentata ad EICMA 2012 è stato imbrigliato da un appesantimento della massa volanica e del relativo smorzatore, da mappe motore con una risposta dell’E-Gas (così BMW chiama il suo ride by wire) morbida e controllata anche alle piccole aperture e negli apri-chiudi. Il motore, grazie ad un consumo di carburante particolarmente moderato garantisce una buona autonomia anche con un serbatoio da soli 25 litri (due in meno rispetto al precedente modello). Il peso (274 kg in ordine di marcia con il pieno) non è aumentato rispetto al passato grazie anche ai cerchi in lega alleggeriti (pesano 1,7 kg in meno e sono in parte responsabili del buon handling in movimento). Per migliorare la maneggevolezza alle velocità basse e medie le geometrie sono state variate con quote più svelte e la posizione di guida resa più adatta ad una guida dinamica anche grazie ad un nuovo manubrio e pedane riposizionate. Migliorati i freni con l’impiego (finalmente) di due dischi da 320 mm di diametro.
A fronte di un impegnativo prezzo di listino chiavi in mano di 18.200 Euro la dotazione di serie è completa, con ABS, ASC, computer di bordo Pro, parabrezza elettrico, manopole riscaldate. La lista degli accessori, come da tradizione è lunga ed articolata e può far lievitare il prezzo finale in maniera anche consistente.

Facile su strada

Prova BMW R 1200 RT 2014

Seduti sulla BMW R 1200 RT, ancora a motore spento si intuisce il buon equilibrio e lo sforzo fatto per rendere facilmente gestibile la massa in ordine di marcia anche a chi è basso. E’ facile toccare con entrambi i piedi e la posizione di guida abbastanza raccolta permette di girare il manubrio senza arrivare a fondo corsa con le braccia. In questa situazione noto uno dei pochi difetti riscontrati nel corso della prova: da fermo l’avantreno è pesante e portare il manubrio da un lato all’altro richiede sforzo già stando in piedi, il che fa presagire ulteriori difficoltà con passeggero e a pieno carico. C'è di buono però che il diametro di volta è davvero ristretto, aiutanto a fare inversione in un fazzoletto. In ogni caso, basta guadagnare un minimo di velocità per far scomparire questa sensazione e trovare subito una maneggevolezza quasi sconcertante, se si pensa con il genere di moto con cui si ha a che fare, che va comunque stemperandosi man mano che le velocità salgono. Il percorso di prova prevede tratti urbani, autostradali, collinari con misti veloci e lenti dove abbiamo modo di assaggiare le qualità dinamiche della RT che, in ogni situazione, si dimostra controllata e neutra in tutta la fase di curva, dall’inserimento all’uscita, premettendo che i settaggi del Dynamic ESA erano quelli di guidatore singolo a pieno carico e idraulica rigida. La moto sul veloce autostradale è stabile e poco sensibile al vento laterale, mentre il parabrezza crea una bolla efficace senza turbolenze dietro la schiena: è sufficiente regolarlo affinché il bordo superiore sia giusto sotto la linea visiva degli occhi per avere protezione senza disturbi parassiti sul casco. I deflettori aggiuntivi contribuiscono a tenere sotto controllo la protezione in zona braccia e spalle, mentre gli specchi retrovisori deviano efficacemente il flusso d’aria dalle mani pur risultando fin troppo piccoli nell’uso pratico. La cura di “appesantimento” che il motore ha subito è perfetta per il tipico uso da turismo di questa moto, non ha smorzato la grinta in accelerazione, semmai ne ha migliorato la consistenza ai medi regalando una sesta marcia “jolly” utilizzabile fin dalle velocità più basse. Usciti dall’autostrada c’è modo di sgranchire i cavalli del nuovo boxer da 125 cv e scoprire l’anima giocosa della RT che, differentemente dal passato riesce ad essere molto divertente alla guida: la coppia del motore ben distribuita a qualsiasi regime permette di tirare fuori la RT dalle curve con una progressione molto godibile. Acceleratore e freni, per parte loro, si gestiscono con precisione ma senza impegno, col risultato di riuscire a condurre la BMW in maniera brillante senza fatica e massimizzando il divertimento. Peccato per le vibrazioni del propulsore: si manifestano in maniera percepibile sopra i 5/6.000 giri, accompagnate da un sottofondo di rumorosità meccanica ben percepibile, togliendo un po’ del piacere che si prova nel tirare le marce a limitatore. Meglio stare nelle zone basse del contagiri, per quanto possibile, tanto il boxer spinge lo stesso senza soffrire: così la guida diventa ancora più facile e certamente il shift assistant potrà dare un ulteriore contributo a ridurre la fatica in sella. Cambio e frizione sono buoni senza eccellere, ove il primo è un po’ contrastato anche nell’uso tranquillo (però le moto in prova avevano pochissimi km e forse con un po’ di rodaggio in più la situazione potrebbe migliorare) mentre la seconda soffre dello stesso problema già riscontrato sulle GS: tutta l’azione è concentrata nel primo centimetro di corsa, quindi la modulabilità è poca.
La possibilità di variare precarico (da fermi) e idraulica (anche in movimento) delle sospensioni permette di cucirsi la moto secondo la preferenza o il tipo di strada: di sicuro il Dynamic ESA è un accessorio da scegliere. 

Quindi com'è

Prova BMW R 1200 RT 2014

La BMW R 1200 RT è decisamente una moto per chi in moto ci va sul serio. E’ un prodotto adulto, ben ingegnerizzato, palesemente diretto ad una categoria di utenti consapevole, esigente e disposta a pagare un prezzo congruo a fronte di qualità ed affidabilità costanti lungo tutto il ciclo di vita della moto, in qualsiasi frangente e condizione climatica. Solo il tempo dirà se questa nuova versione potrà essere all’altezza delle precedenti generazioni, se non addirittura migliore. Certo è che le premesse sono decisamente soddisfacenti.

Abbigliamento usato durante la prova:
Casco Shark EvoLine series3 HAKKA White Black Red
Completo IXS Eagle
Guanti Acerbis Keppelgate
Stivali TCX X-Tour

Foto della BMW R 1200 RT (2014)

Fotografie di: Campelli - Maccabelli
 
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Commenti (1)

  • antonio27
    antonio27 10-06-2014

    MA QUANTO VI HANNO PAGATO PER SCRIVERE UNA COSI GRANDE MONTAGNA DI FALSITA' ???
    PAGATA 20 MILA EURO FERMA NEL BOX A TEMPO INDETERMINATO PER LA QUASI CERTA ROTTURA DELLA SOSPENSIONE POSTERIORE IN CASO DI USO !!
    NESSUNA MOTO SOSTITIVA !! PER IL POCO CHE POTUTO USARLA, A MIO RISCHIO E PERICOLO, HO POTUTO APPREZZARE LA MANEGEVOLEZZA DI UN TIR E LA RUVIDEZZA DI EROGAZIONE AI BASSI REGIMI DI UN TRATTORE AGRICOLO.
    MA IL DEFICENTE SONO IO E ALTRI 400 ITALIANI TUTTI APPIEDATIDOPO AVER DATO 20 MILA EURO A QUESTI CRUKKI DI MERDA, COME SE NON FOSSE BASTATO TUTTO QUELLO CHE CI HA FATTO PAGARE QUELLA VACCA DELLA MERKEL !!
    CMQ COMPLIMENTI PER LA RECENSIONE !! VERGOGNATEVI !!

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