Prova Honda CBR 600 RR, Facile da amare 2013

Pubblicato il 19/04/2013


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Molti aggiornamenti sotto pelle per la media sportiva Honda ed una nuova estetica del frontale che fa discutere. Due le colorazioni disponibili.

Honda CBR600RR pensata per divertire alla guida, in qualsiasi situazione Che se parli bene o male, l’importante è che se ne parli! Questo potrebbe essere stato il filo conduttore nello sviluppo della nuova Honda CBR 600 RR per il 2013, in particolare stupisce la scelta di dare un nuovo frontale, fuori dagli schemi tradizionali, ad un modello che ormai ha un’estetica che di anno in anno è sempre fedele a se stessa. La giustificazione per far digerire il nuovo gruppo ottico a due fari orizzontali “Line Beam” sta nell’aver recepito alcuni elementi di design delle MotoGP Honda RC213V da 800cc. di Pedrosa e Stoner, utilizzate durante il mondiale 2012.

Aggiornamenti tecnici della Honda CBR 600 RR

  La vista di tre quarti pone in risalto il faro In realtà ciò che più premeva al team di sviluppo Honda era quello di regalare agli appassionati una moto ancora più performante ma allo stesso tempo ancora più facile da guidare, caratteristica quest’ultima, da sempre presente nel DNA della Honda CBR 600 RR. Per ottenere questo risultato in Honda hanno pensato di agire su due fronti: motore e sospensioni. In tema di motore si è lavorato cercando di migliorare ulteriormente l’elettronica di gestione, sfruttando il nuovo sistema di immissione dell’aria. Per questo motivo bisogna tralasciare i numeri, che sono rimasti sostanzialmente immutati per quanto riguarda potenza e coppia, e concentrarsi sulla resa pratica, che è sensibilmente migliorata per quanto riguarda la qualità dell’erogazione tanto ai bassi quanto agli alti regimi. La sensazione è che la curva di coppia sia diventata più piatta e l’efficienza termodinamica migliorata con effetti benefici anche sui consumi. Per quanto riguarda la ciclistica le novità sono ancora più interessanti, con l’adozione, all’avantreno, della forcella totalmente regolabile Showa BPF (Big Piston Fork) da 41 mm di diametro, differente da quelle tradizionali a cartuccia e dotata di un’idraulica molto più efficiente. Il monoammortizzatore, anch’esso pluriregolabile,  è stato reso più scorrevole per seguire meglio le asperità del terreno. Riguardo al telaio esso è stato conformato in maniera da consentire un ulteriore centralizzazione delle masse, poter utilizzare quote molto svelte, per premiare la maneggevolezza e consentire l’uso dell’ormai classico ammortizzatore di sterzo elettronico. A tutto ciò si aggiungono anche le nuove ruote, non solo leggere e molto rigide, ma anche davvero belle da vedere. All’avantreno l’impianto frenante dotato di pompa e pinze radiali vede due dischi nelle tipica misura da 310 mm: il C-ABS è disponibile in opzione. Da notare, in ultimo, il peso Honda CBR 600 RR (un peso piuma) , pari a 186 kg in ordine di marcia con il serbatoio da 18,1 litri pieno di benzina.

Prova Honda CBR 600 RR su strada

La Honda CBR600RR diverte su strada. Dispiace doversi agganciare ai soliti luoghi comuni ma anche questa volta non se ne può fare a meno: la nuova Honda CBR 600 RR è facile ed immediata fin dal primo contatto. È una Honda, dopotutto. La posizione di guida, per essere una sportiva carenata è molto comoda, almeno per chi sta nei dintorni del metro e settanta, con pedane giustamente distanziate dal piano della sella, arretrate abbastanza da poter essere usate bene in pista, ma non tanto da diventare fastidiose su strada. Anche i più alti possono comunque trovare spazio a sufficienza grazie all’abbondanza in senso longitudinale della sella. Bene i semimanubri, sufficientemente larghi e non troppo spioventi: i polsi sono salvi. Tutti i comandi si trovano esattamente dove ci si aspetta che siano, oltre ad essere funzionali, fatta salva forse la strumentazione, di dimensioni un pelo ridotte.
Una volta in movimento si apprezza subito un senso di confidenza istintivo, come si avesse a che fare con una moto che si guida da sempre. Alle basse velocità non si percepisce nessuna tendenza a chiudere di sterzo nelle curve strette e prolungate (per esempio nelle rotonde) ed i freni sono sempre molto morbidi nell’attacco, così da non prendere mai di sorpresa anche nelle situazioni d’emergenza. In effetti, pur essendo la moto in prova priva del C-ABS opzionale, per ottenere dei bloccaggi sia all’anteriore che al posteriore bisogna ricorrere a manovre deliberatamente sbagliate. Gli aggiornamenti in tema di aerodinamica si fanno sentire nella guida in autostrada dove il confort continua ad essere elevato con ridotte turbolenze anche a posizione rialzata. Accucciandosi dietro il plexiglass ci si trova in una bolla d’aria quieta tanto più estesa quanto più alta è la velocità. Non avendo potuto effettuare un test in pista dobbiamo accontentarci di riportare le impressioni di guida su strada collinari che però hanno mostrato la veridicità di alcuni dei proclami di Honda in tema di efficacia delle sospensioni e di versatilità del motore. Sulle strade ancora rovinate dal recente e impietoso inverno abbiamo scoperto una Honda CBR 600 RR in grado di digerire con disinvoltura sconnessioni che spesso moto di chiara vocazione turistica farebbero fatica a gestire. Questa efficacia va attribuita in parte ad una regolazione dell’assetto che di serie sembra più soffice rispetto alle realizzazioni degli anni scorsi ed in parte alle nuove componenti utilizzate. La forcella Showa BPF è molto scorrevole, l’idraulica lavora bene su tutta l’escursione disponibile, senza murare in anticipo, e altrettanto dicasi per il monoammortizzatore che è ben controllato nei propri movimenti, ma mai rigido o secco nella risposta. Il risultato pratico lo si riscontra soprattutto in piega, quando ci si accorge che è possibile passare sopra giunzioni trasversali o scalini senza che la moto si scomponga o fatichi a tenere la traiettoria. La frenata trae grande giovamento, non solo in termini di pura qualità del feeling, dall’impianto completamente radiale, ma anche dalla capacita della forcella Showa BPF di sostenere in staccata. Il posteriore è modulabile e non tende facilmente al bloccaggio.

Motore di qualità e prezzo Honda CBR 600 RR

Il motore della Honda CBR 600 RR per parte sua si conferma come tra i più dotati di questo segmento, con un carattere duale, mansueto e trattabilissimo fino ad 8000 giri, cattivo e grintoso come dev’essere un motore pistaiolo dai 9.000 fino a limitatore. Naturalmente quando ci si trova a dover spingere su strade aperte ci vuole una certa malizia in quanto le marce sono lunghe e per poter avere una spinta apprezzabile in uscita di curva è obbligatorio tenere il motore in coppia. È necessario essere sempre consapevoli di quale rapporto al momento sia innestato per evitare di dover scalare anche due o tre marce contemporaneamente per non trovarsi troppo bassi di giri. Questa situazione talvolta è causata dall’abbondanza di coppia e dall’elasticità con cui si riesce a riprendere fin da 3.000 giri, per cui non è raro farsi prendere dalla pigrizia e tenere anche un paio di marce in più rispetto al necessario; per fortuna cambio e frizione lavorano in maniera impeccabile senza farsi notare più di tanto. L’unica vera problematica della moto in prova, invece, è stata una risposta del gas piuttosto brusca al momento di riaprire per affrontare la fase di percorrenza ed uscita di curva. Per quanta delicatezza si possa impiegare nel ridare gas comunque la risposta darà sempre una sensazione di scalino sulla prima fase di accelerazione. Detto questo tutto il resto è così buono che la Honda CBR 600 RR sa farsi perdonare. Una volta in accelerazione l’iniezione risponde bene e progressivamente, la spinta sopra i 9000 giri è imperiosa ed accompagnata da un sound intenso ma non troppo elevato e con una timbrica curata sia in aspirazione che in scarico. Per concludere note positive arrivano anche dal fronte consumi, dove i lavori di fino fatti sulla mappatura del motore, sull’aerodinamica (da notare la carenatura molto più estesa rispetto agli anni precedenti) e sul contenimento dei pesi, rendono particolarmente economica la Honda CBR 600 RR, il che non è affatto da disprezzare, visti i prezzi proibitivi della benzina: su strada i 18 km/l sono assolutamente a portata di mano.

Quindi come è la nuova Honda CBR 600 RR 2013?

Nella vista laterale si nota la carenatura più estesa. Le grafiche si rifanno alle CBR anni 90 È importante non fermarsi alle apparenze e non scambiare questo model year 2013 della Honda CBR 600 RR per un semplice face lifting. L’estetica non tradizionale del frontale fa discutere, divide gli appassionati tra favorevoli e contrari, rubando la scena alle novità tecniche nascoste sotto il vestito, ben più interessanti agli occhi del vero appassionato o di chi intenda sfruttarne il grande potenziale disponibile sia su strada che su pista.

Abbigliamento usato durante la prova:
Casco: Scorpion EXO-1000 Air
Tuta: IXS
Guanti: REV'IT Jerez
Stivali: TCX R-S2
 

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