Suzuki GS500F: La tua prima sportiva

Pubblicato il 20/06/2011


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Non hai a disposizione molti soldi e vuoi una prima moto che non sia piccola già tra pochi mesi, affidabile, con consumi bassi e poca manutenzione. Ma vuoi anche un look piacevole. Bene, finalmente esiste quello che fa per te.

La Suzuki ci ha sorpreso, dimostrandoci che è possibile che una moto con tre decenni di vita sul mercato riesca a essere riprogettata e torni ad acquisire freschezza. Con l'aggiunta di una carenatura integrale dimostra di essere una moto tanto sportivo quanto versatile. Molte delle migliaia di GS vendute in tutto il mondo si sono ritrovate a montare un parabrezza delle industrie ausiliari alla ricerca di una minore esposizione al vento.

Altre, una minoranza, sono state equipaggiate con alcune delle carenature complete prodotte da specialisti del settore. Non c'è bisogno di analizzare cataloghi: basta andare in un concessionario Suzuki e vedere entrambe le versioni, naked o carenata. Quale preferisci?

Come le sue sorelle R


Se le linee della GSX-R ti convincono, non avrai dubbi, perché quelle della parte anteriore sono molto simili a quelle delle Suzuki più sportive. Ma non è indispensabile essere appassionati delle Gixer per questo, perché è un elemento esteticamente ben integrato nell'insieme e destinato a proteggere contro l'aria, anche se il parabrezza è un po' basso se non ci si abbassa sulla moto, per poter mantenere una buona velocità massima e contenere le dimensioni.

Non è necessario dilungarsi sulle caratteristiche tecniche della GS 500, dato non ha subito cambiamenti drastici nel corso degli anni, ma solo piccole modifiche e migliorie.

Evoluzione senza rivoluzione


Bene, dopo l'ultima ristrutturazione del 2001 e il passaggio della produzione nella fabbrica di Porceyo (nelle Asturie), ora le GS vantano freni firmati AJP anziché quelli di sempre, una forcella idraulica Paioli e un radiatore dell'olio per mantenere più stabile il liquido lubrificante, dato che in questa versione F il motore è meno esposto all'aria. Naturalmente, in aggiunta alla nuova carenatura integrale, troviamo fari e specchietti, mentre per il resto non c'è nessuna modifica di rilievo.

Ricordiamo a quelli che hanno guidato una delle GS con più di quattro o cinque anni, che il serbatoio ora è di 20 interminabili litri, che i carburatori includono sensori di apertura del gas per regolare le curve di accensione e ottenere un'erogazione di potenza straordinariamente lineare, e che lo scappamento comprende un catalizzatore e le valvole di scarico il sistema PAIR di iniezione di fresca per filtrare i residui della combustione.

Il motore bicilindrico parallelo verticale è molto elastico, con una cifra di potenza corretta (45 CV reali misurati nel nostro banco di potenza), ma dotato di una banda di funzionamento molto ampia che fa risparmiare cambi di marcia e rende gradevole la guida, che sia rilassata o no. Solo le sue dimensioni e la rumorosità meccanica, soprattutto a freddo, ora aumentata dalla cassa di risonanza costituita dalla carenatura integrale, accusano il passare degli anni. Va ricordato che è disponibile la limitazione ai famosi 35 CV, per poterne godere con la nuova patente A. In questo caso, come sempre, la GS fa scuola.


Comfort di guida


Ora, percorrendo chilometri su strade a scorrimento veloce, noteremo che il passare delle ore non influisce sul nostro collo costringendoci a ridurre il ritmo o addirittura a fermarci per riposare. Come già detto, il parabrezza è leggermente bassa per i piloti più alti, ma se ci si abbassa un po' devierà l'aria da sopra il casco, mentre le spalle saranno sufficientemente protette. Naturalmente, la larghezza e l'altezza del manubrio richiedono di circolare un po' eretti, quindi non immaginatevi a guidare chilometri e chilometri con il casco attaccato al serbatoio e via.

Tuttavia, in una posizione intermedia non accuseremo troppo l'impatto dell'aria e il ritmo sarà notevolmente superiore a quello delle GS naked, per cui ci stancheremo molto più tardi. Non si dovrà aspettare di fare rifornimento per sgranchirsi le gambe, dato che il suo basso consumo, al quale contribuisce il miglioramento dell'aerodinamica e il grande serbatoio, offrirà un'autonomia quasi doppia rispetto a una sportiva da 600. La nostra GS 500 F ha consumato di media circa 5,2 litri, garantendo un'autonomia di 380 km, cifre che possono essere migliorate dai futuri proprietari con un po' di attenzione nel dare gas.

Cambiamenti notevoli


Con la nuova carenatura sono cambiati due elementi che erano il segno distintivo delle GS: il faro e gli specchietti. In entrambi i casi, il cambiamento è stato in meglio. Il faro ora è un Multiconvex simile a quello della GSX 1000 R. Nella 500, il faro superiore include una lampada alogena per anabbaglianti e abbaglianti, e quello inferiore ospita le luci di posizione. La performance ottenuta da questo insieme è spettacolare: anche di notte e nelle zone scure e con curve a gomito garantisce una sensazione di sicurezza che difficilmente troviamo in moto di altre categorie, perfino più alte.

Se dovessimo dare un voto all'illuminazione sarebbe un 9 e mezzo, perché sotto questo aspetto si può sempre chiedere di più, ma senza dubbio farà comunque impallidire la stragrande maggioranza delle macchine sportive. Cambiano anche i classici specchi retrovisori fissati al manubrio, che ora sono simili a quelli delle Suzuki più sportive e si attaccano alla carenatura. Sono grandi e molto ben posizionati, per cui forniscono informazioni eccellenti su ciò che accade dietro di noi. Il peso di tutti questi elementi ovviamente ha influito sullo sterzo, che ora gode di una migliore maneggevolezza. Cambiamento piccolo ma percepibile.

Comportamento integro


Molto probabilmente avrete avuto, o almeno guidato, una GS 500 e quindi saprete già i suoi pregi in termini di stabilità, agilità e facilità di guida. Come abbiamo già anticipato, in seguito all'adozione della carenatura non ha perso niente sotto nessuno di questi aspetti.

Per chi desideri conoscere la nuova GS nel suo lato più giocoso, il telaio, ora dipinto con un elegante colore nero opaco, risponderà perfettamente alle aspettative, dato che è estremamente stabile e agile. Infatti, una volta in curva non ci darà la sensazione che la sua struttura provenga da un design di quindici anni fa, quando gli interassi erano lunghi e gli sterzi aperti. Ciò è dovuto in gran parte al grande braccio leva del manubrio e alle dimensioni appropriate dei pneumatici. Non dobbiamo farci scoraggiare dalle sue dimensioni, non ci mancherà pneumatico perché i Bridgestone BT 45 che montava la nostra unità di prova sono anni luce avanti rispetto al comportamento degli antichi Exedra di cui è stata dotata la GS per molti anni. Una volta raggiunta la temperatura sono così sportivi come nessun altro, e hanno un rendimento di tutto rispetto nell'uso urbano e anche sul bagnato.

Ben dotata


Per quanto riguarda le sospensioni, la nuova forcella Paioli è un po' morbida nelle molle, ma quando è il momento di recuperare si comporta molto energicamente. Se abusiamo dei freni, potremo trovare delle difficoltà, ma in genere si comporta molto meglio della forcella eccessivamente morbida delle vecchie GS-E: non noteremo più la sensazione di idraulici inefficienti e un po' fuori controllo sia in compressione che in estensione. Ora le barre scendono e salgono con la velocità e la forza adatte a un utilizzo polivalente.

La sospensione posteriore con biellette a progressività variabile e monoammortizzatore progressivo regolabile (chiave negli strumenti) segue perfettamente il lavoro della forcella anteriore. I freni sono sempre stati un punto forte di questa serie. Come sempre, sono forti e con un ottimo tatto. Le pompe Nissin sono state sostituite da AJP, stesso produttore delle pinze, conseguendo così un tocco più duro della leva. L'unico aspetto negativo è la perdita della capacità di regolare la leva, che ora può risultare un po' lontana per gli utenti (e soprattutto le utenti) con mani piccole. Per coloro che iniziano a trattare con le motociclette, la GS-F si rivelerà stabile, dal comportamento nobile, dotata di buoni freni e facile da guidare. In breve: se c'è una parola che può definire la guida richiesta dalla GS-F nell'ambito sportivo, questa è intuitiva. Più in generale: multiuso (strade, città, viaggi, lavoro, divertimento, ecc.).


Senza limiti


Al prezzo di soli 5199 €, la GSF farà venire seri dubbi a molti potenziali acquirenti: vale la pena spendere due o tremila euro in più rispetto a una moto di cilindrata media in tempi di autovelox nascosti ovunque, se le prestazioni che otterremo con la 500 sono più che degne e la manutenzione minima? Le spese di consumi, assicurazione, pneumatici, kit di trasmissione saranno ridotti notevolmente, per cui tutto sarà molto minore rispetto a qualsiasi moto di un gradino o due sopra di lei.

Farà dubitare anche quelli che non sanno se vale la pena acquistare la GS con carenatura. La F supera il prezzo della versione naked solo per 400 euro, quindi conviene sceglierla. Con il vestito lungo crescono le attitudini da strada e godiamo di un'estetica assolutamente attuale, simile a quella delle sportive di razza della casa. Con la GS 500 F si è creato un nuovo segmento di mercato. Cosa aspetti a sfoggiarla? Sarà la tua prima sportiva... Polivalente.


Lluís Morales
Fotos: Félix Romero


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