Suzuki Intruder M800: Cruiser su misura

Pubblicato il 10/05/2011


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La M800 rappresenta la moderazione nella famiglia Intruder, visto che la Suzuki ha progettato una cruiser valida quasi per tutti gli usi, data la sua maneggevolezza, agilità e comodità. È questo il bello di trovarsi a metà del segmento: che molti amici delle cromature e tanti altri che si iniziano a questo mondo vedono in lei la moto ideale.

Suzuki Intruder M800: Cruiser a medida

All'inizio non mi sentivo del tutto sicuro: ero convinto che avrei sudato sette camicie con una custom di tale misura tra le macchine, cercando location per fare le maledette foto e fermandomi ogni due per tre. E ancora di più in questi giorni in cui inizia già a fare abbastanza caldo.

Bisognava imprimere un tocco cittadino a una cruiser che, dopo tutto, non si è comportata male su questo terreno. È pesante, è vero, e si fa fatica a muoverla da ferma, ma la sella è molto bassa, il manubrio non è troppo largo e il raggio di sterzo è gradevolmente corto, per cui le manovre non sono così fastidiose, dato che si riducono al minimo indispensabile. Quindi, con mia grande sorpresa, si è rivelata una moto abbastanza maneggevole, la beniamina delle Intruder.

Le apparenze ingannano

Suzuki Intruder M800: Cruiser a medida

Con la voluminosa maschera faro, quel parabrezza opzionale, l'angolo di sterzo così grande, il pneumatico posteriore a sezione da 170 mm, i due tubi di scappamento così allungati...
A prima vista, tutto faceva pensare che si trattasse di una motomattone -si se ci passate l'espressione-, goffa e difficile da guidare. Ma non è così, la M800 non è una diquelle; questa custom si è rivelata molto diversa da tutto quello che mi ero immaginato. In città abbiamo già visto che non lavora per niente male, e che all'essere maneggevole si somma una morbidezza di funzionamento notevole, propria della maggior parte delle moto giapponesi. Il motore da 805 cc, 57,3 CV e quasi 8 kgm di coppia gira con dolcezza, senza vibrazioni, e anche il cambio non starà sempre lì a ricordarci quanto sono comodi gli scooter, nei quali bisogna usare solo le mani.

Insomma, sulla M800 non lasceremo la suola della scarpa sinistra contro il pedale del cambio. In città, nel momento in cui si deve svoltare, è penalizzata solo dalla sezione del pneumatico anteriore di 130 mm, che la rende un po' lenta nelle reazioni a bassa velocità. Be', dicevamo in città, ma anche su strada. Anche se relativamente lunga tra gli assi (1.655 mm), non la troviamo per niente pigra nell'attaccare le curve, dove anzi appare abbastanza determinata. Anche passare da un lato all'altro non è un compito difficile, grazie al centro di gravità basso. L'unico "ma" forse sono le sospensioni piuttosto blande e gli slittamenti che causano andando un po' più veloci del dovuto e inoltre, come in gran parte delle custom, le pedane sfiorano con facilità in queste circostanze. Ma questo, a dire il vero, succede andando più in fretta del normale, quando in realtà questo tipo di moto chiedono una guida un po' più tranquilla, che permetta di godersi il paesaggio che ci circonda a una velocità moderata.

Abbiamo potuto verificare che non delude nemmeno quando si tratta di coprire lunghe distanze. Il paravento opzionale fornito insieme alla Intruder M800 di prova che ci è stata data svolge abbastanza bene il suo compito, anche se rimangono alcune sfumature da commentare. Le sue dimensioni sono generose e copre correttamente il tronco del guidatore, ma la sua posizione, più orizzontale che verticale, fa sì che la testa resti scoperta e riceva gran parte dell'aria frontale. D'altro lato, la sella è di grandi dimensioni, ergonomica e molto confortevole, per cui il sedere non si stanca subito con il passare dei chilometri. La posizione di guida è molto naturale, con le gambe un po' in avanti, ma con le pedane collocate all'altezza giusta e le braccia abbastanza rilassate. L'ergonomia della Intruder M800 è stata molto ben studiata ed elaborata dall'azienda di Hamamtsu.

Giunto cardanico e tamburo posteriore

Suzuki Intruder M800: Cruiser a medida

Il motore di questa cruiser di media cilindrata è un altro dei suoi punti a favore. Come abbiamo segnalato in precedenza, ha 805 cc, una cilindrata che ci sembra molto adatta a questo tipo di moto. E senza essere eccessivamente potente (57,3 CV) ha un cambio con una buona dose di coppia: 7,9 kgm. Non è per niente complicato guidare questa moto perché il suo motore, tenuto conto delle sue prestazioni, non ci è sembrato mai esigente. Il rilascio di potenza è molto liscio, costante e senza contrattempi fin dai bassi giri, e risponde efficacemente nelle prime tre delle cinque velocità.

Questo la rende gradevole da guidare sia in città che su strada, terreno quest'ultimo dove possiamo trascorrere bei momenti in sua compagnia e, perché no, anche divertirci. Nella zona media del tachimetro, inoltre, offre potenza extra: in questa fascia del contagiri gode di un'energia che ci sarà di grande beneficio nella guida più o meno sportiva. Perché tutto risulti ancora più gradevole e semplice, si è optato per un efficiente sistema di trasmissione tramite giunto cardanico. Funziona a meraviglia dato che è molto morbido e allo stesso tempo assorbe le riduzioni brusche senza turbamenti, mantenendo la ruota posteriore sempre attaccata all'asfalto e senza nessun tipo di blocco. Una buona opzione, quella del giunto cardanico, perché a tutto questo dobbiamo sommare il fatto che non richiede manutenzione ed è più pulito di una catena di distribuzione. Come contropartita (ci doveva essere qualcosa di negativo), anche nel treno posteriore abbiamo un freno a tamburo monoleva da 130 mm, che non è più molto di moda ultimamente.

Un disco, anche se di piccolo diametro, sarebbe stato più utile perché il tamburo della M800 fa a malapena qualcosa e non ci serve neanche come freno di appoggio della frenata anteriore. E continuando con l'argomento freni, l'avantreno è dotato di un disco di 300 mm di diametro, morso da una pinza a due pistoni paralleli. Il tatto della frenata anteriore è corretto, mentre il mordente è migliorabile, pur non essendo povero come quello della posteriore: è necessario stringere con forza la manopola destra per fermare efficacemente i circa 250 kg della Intruder M800.

Accessibile

Suzuki Intruder M800: Cruiser a medida

La M800 è la più economica tra le Intruder. Si vende a un prezzo adeguato di 8.399 euro, cifra che possiamo considerare abbastanza accessibile a gran parte degli appassionati del mondo delle moto, e che è in linea con quello che altre chiedono per modelli simili: 8.200 euro la Harley-Davidson 883 Iron, 8.299 euro la Kawasaki VN900 Classic, 9.599 euro la Yamaha XVS 950 A, che è la più cara, ecc.

L'azienda giapponese è riuscita ad adattarsi alla media con questo modello grazie ai dettagli che ne abbassano il prezzo, come il freno posteriore a tamburo del quale abbiamo parlato prima o un quadro strumenti piuttosto spartano e senza elementi come la spia della riserva o il livello di temperatura del refrigerante. D'altro lato, ha anche dettagli di qualità, come la grande quantità di cromature che la decorano o il sistema di trasmissione finale attraverso giunto cardanico, morbido, pulito, silenzioso e senza bisogno di manutenzione. Sicuramente non possiamo mettere in dubbio che la Suzuki sia riuscita a progettare una custom a misura dell'utente medio, data la sua maneggevolezza, la facilità di guida e, perché no, la potenza e il divertimento di questa moto.


Fotos: Juan Pablo Acevedo / Santi Díaz
Juanan Martín


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