Vendi la tua moto GRATIS

Yamaha FZ6 Fazer S2: L'eccellenza di Iwata

La Yamaha ha puntato molto su questo nuovo modello, con cambiamenti notevoli che vanno dall'attraente estetica al motore rivisto, a nuove pinze dei freni, ecc., e il tutto a un prezzo molto appetibile. Non per niente è la sua nº1.

Yamaha FZ6 Fazer S2: La 'pata negra' de Iwata

La Fazer è evoluta. Che è una moto polivalente che ha riscosso grande successo tra i centauri già si sa, ma la Yamaha ha voluto superarsi creando la FZ6 Fazer S2, il suo fiore all'occhiello.

Il luogo migliore dove godersi appieno questo modello è la strada, anche nei percorsi più ricchi di curve, e proprio a questo scopo sono state apportate molte modifiche che hanno trasformato la moto, correggendo tutti i possibili difetti precedenti. Dal 1998, anno in cui ha fatto la sua comparsa, fino al 2005, questa Yamaha è cambiata molto.

I primi anni le modifiche si sono concentrate maggiormente sui colori, ma a partire dal 2004 possiamo parlare di una moto totalmente nuova, con un'immagine sportiva particolarmente gradita agli appassionati. Negli anni successivi fino a oggi sono stati apportati piccoli miglioramenti fino all'evoluzione attuale, che è sicuramente un ottimo risultato.

Una bella ripulita

Yamaha FZ6 Fazer S2: La 'pata negra' de Iwata

Oggi esistono molti modelli di moto che si adattano al carattere e alle necessità di ciascuno. Ci sono quelle incredibilmente radicali, le 1000 sportive, che si possono apprezzare davvero solo su circuito, visto che su strada si rischierebbe troppo e si infrangerebbero le leggi. Poi ci sono le naked: moto dal grande motore e dalla bella estetica, progettate principalmente per l'utilizzo su strada; e poi ci sono le 600 sport, come questa Fazer, che alle virtù di una naked aggiungono un buon cupolino per dare maggiore comodità.

La Yamaha FZ6 Fazer S2 ha un'estetica impressionante, da qualunque punto la si guardi. La parte frontale è quella che ha subito le modifiche estetiche più radicali, con dei fari un po' più a mandorla, un cupolino a doppia bolla e una rifinitura triangolare che le dona un carattere più sportivo. La carenatura, più ampia, riduce le turbolenze e il rumore, ed è più corta sui lati, lasciando più visibili il motore e il radiatore. L'imbottitura del sellino è stata migliorata usando un nuovo tipo di schiuma e una nuova fodera.

Continua a essere alta 795 mm, ma con un nuovo design, grazie al quale il pilota arriva più facilmente a terra e può manovrare meglio da fermo. La parte destinata al passeggero è alta ed è dotata di due maniglie laterali, con una posizione molto comoda. I supporti dei pedali posteriori ora sono in alluminio e sono avvitati al telaio invece di essere soldati direttamente. Sono inoltre ricoperti di gomma, come quelli del pilota, e sono un po' più bassi per migliorare la comodità del passeggero. Il manubrio in tubo è di alluminio ed è ora più alto, e il risultato è una maggiore ergonomia.

Anche il quadro strumenti è considerevolemente migliorato e offre informazioni molto più chiare, con lo stesso cruscotto della FZ1. È per metà analogico e per metà digitale e comprende l'illuminazione regolabile. Sono le nove del mattino e ci dirigiamo verso il Montseny, visto che il tempo è buono e abbiamo voglia di fare qualche curva. Sul lungo tratto autostradale si apprezza la raffinatezza del motore, che accelera bene già dai 2000 giri, in totale morbidezza e in modo graduale; è dai 7000 giri/min, però, che tira fuori il suo lato sportivo.

Le vibrazioni sono quasi inesistenti e a parte la sella (modificata ma ancora migliorabile) la comodità è eccellente, sia per quanto riguarda il vento, che quasi non disturba il pilota, che per la posizione di guida. Anche se il sole splende e la giornata è quasi perfetta fa davvero freddo, e quando arriviamo in cima al monte ancora di più, ma quando cominciamo a salire arriva l'adrenalina a farci godere di quel che abbiamo tra le mani... che non è poco! Se è vero che in città e in autostrada non si nota nessun problema perché il motore si percepisce in modo più graduale, in curva non sarebbe male un po' di potenza in più a basso e medio regime, visto che nella parte bassa del contagiri la moto si indebolisce e ci obbliga quindi a tenerla su di giri giocando con il cambio.

Ciò che però non manca di certo alla Fazer è l'agilità e la leggerezza; entra in curva molto veloce e l'ammortizzazione è migliorata parecchio, visto che i modelli precedenti si innervosivano molto nei tratti sconnessi mentre ora le buche si notano appena. Anche i freni sono migliorati e sono ora più sensibili e potenti grazie alle nuove pinze anteriori Monobloc a un solo pezzo, che rendono la frenata istantanea e che danno una maggiore sensazione di sicurezza e controllo.

Per chi poi volesse ancor più sicurezza, si può richiedere l'ABS. Una modifica importante è il nuovo basculante in alluminio a sezione esagonale, che dà più stabilità e leggerezza all'insieme. Per concludere, la Yamaha Fazer è stata la moto più venduta degli ultimi anni ed è stata modificata e migliorata perché continui a esserlo. La concorrenza è in agguato.


Eva Martí