|
Yamaha YZ 250
Anche se una giapponese la
Yamaha
sta riuscendo ad appassionare i più tradizionalisti degli appassionati di moto,
infatti le sue prodezze nel mondiale moto gp e cross stanno suscitando ancora
più fiducia nel marchio dei tre diapason.
Rispetto all’edizione ’04 la ’05
ricorda solo il motore infatti già dalla prima sensazione sembra quasi tutto
cambiato e in meglio, la Yamaha è infatti riuscita a fare una moto facile ed
intuitiva come forse non aveva mai fatto,la moto è stata revisionata soprattutto
nelle sospensioni nel bilanciamento e nella distribuzione dei pesi. Come tutte
le due tempi anche questa è una moto accessibile di grandi prestazioni ma
soprattutto divertente,anche se la si guida per poco ci si sente a proprio agio.
Il telaio di questo gioiello dagli
occhi a mandorla dovrebbe essere quello che si vedrà sulle quattro tempi,quando
sali in sella senti subito che la moto non ha bisogno di regolazioni si apprezza
infatti il manubrio che per la forma è come se fosse scelto dal pilota.
Ovviamente con una moto del genere non si possono trascurare le sospensioni ma
Yamaha non delude neanche in questo infatti la Kayaba con cartuccia separata
riesce a dare pieno comfort in frenata accompagna bene l’accelerazione anche
violenta ma soprattutto non da brutte sensazioni quando si spiattella dopo i
salti.
La sospensione posteriore chiude
con più morbidezza della precedente ed è perfetta per il nuovo forcellone,
queste sospensioni praticamente perfette hanno solo bisogno di essere tarate per
l’esigenza di ogni pilota.
Il passaggio al telaio in alluminio
ha segnato una maggiore precisione di guida ma non a scapito del confort
Insomma questa moto guidata da poco
tempo sembrava conosciuta come la prima moto avuta ma che si guida ancora
adesso per andare al lavoro,infatti la leggerezza del telaio consente una
maneggevolezza mai sperata e anche il motore ha mantenuto la sua morbidezza di
erogazione anche se non manca di cavalli.
Voto: 7/10
Nat
Galleria Immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):

Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
Motore:
|
Tipo |
Monocilindro, 2 tempi |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
249cc |
|
Alesaggio x corsa |
66,4 x 72 mm |
|
Rapporto di compressione |
9,0-10,6:1 |
|
Potenza massima |
nd |
|
Coppia massima |
nd |
|
Lubrificazione |
Premiscelata |
|
Carbutatore |
PWK38S |
|
Accensione |
CDI |
|
Avviamento |
A pedale |
|
Trasmissione |
Catena |
|
Distribuzione |
con YPVS |
|
Cambio |
5 marce, sempre in presa |
|
Capacità serbatoio carburante |
8 litri |
|
Quantità olio |
0,8 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Doppia culla in alluminio |
|
Sospensione ant. |
Forcella telescopica rovesciata |
|
Sospensione post. |
Forcellone oscillante a leveraggio progressivo |
|
Freno ant. |
Disco 250 mm |
|
Freno post. |
Disco 245 mm |
|
Pneumatico ant. |
80/100-21 51M |
|
Pneumatico post. |
110/90-19 62M |
|
Escursione ant. (mm) |
300 |
|
Escursione post. (mm) |
315 |
Dimensioni:
|
Lunghezza (mm) |
2.188 |
|
Larghezza (mm) |
827 |
|
Altezza (mm) |
1.310 |
|
Altezza sella (mm) |
992 |
|
Interasse (mm) |
1.485 |
|
Distanza minima dal suolo (mm) |
386 |
|
Peso a secco (kg) |
96 |
Torna
su
Montesa cota
4RT
Sicuramente il trial è una
disciplina seguita da pochi (ma buoni) appassionati, ma questa moto può far
cambiare idea anche ai più indifferenti a questa specialità forse perché
rappresenta la sfida quattro tempi anche nel trial.
Quando si prova per la prima
volta un quattro tempi trial si rimane quasi delusi,
infatti non sembra di avere in
mano una moto con queste prestazioni, a parere mio tutti la giudicherebbero come
una moto senza lode e senza infamia, ma dopo che si è rotto il ghiaccio si
capisce che questa moto è il futuro:infatti è molto più facile di un due tempi
che è più scorbutico e fa pagare anche le piccole disattenzioni, questa moto non
perde aderenza in partenza e guadagna molto di stabilità, si trova molto presto
ed il motore che non si guida con la potenza ma con la coppia ci prende per mano
e ci accompagna fin sopra ogni ostacolo. L’allungo è buono e il limitatore non si
presenta con prepotenza come successo su altri modelli,in certi punti, quelli
più aspri il motore sembra cambiare fino a diventare come quello di una CR da
cross.
La ciclistica, come ormai noto
prevede un perimetrale con tubi ridimensionati per questa moto che presenta
anche sotto il serbatoio un ponte di rinforzo per irrigidire di più il telaio.
Per quanto riguarda le
sospensioni sono uguali alla 315 infatti il mono della showa è cambiato solo per
la taratura che viene adattata a questa trial, la forcella migliora la moto
nell’estetica che viene resa più accattivante ma soprattutto nelle prestazioni,
infatti il colore nero è dato da una speciale lavorazione degli steli. Gli
elementi frenanti AJP non presentano alcuna particolarità anche se svolgono
egregiamente il loro compito.
Volendo cercare analogie con
altri modelli si ritrova il basamento del motore che deriva da quello delle CRF
Honda anche se cambiato in molti e importanti aspetti,
si è deciso di eliminare il
contralbero e di inserire nel vano anteriore interno un filtro olio a cartuccia,
il cambio,come sulle CRF conta cinque rapporti ed è separato da imbiellaggio e
distribuzione,soluzione adattata anche ai rispettivi lubrificanti. Infatti le
particelle metalliche rilasciate dalla frizione non vanno in circolo nella zona
imbiellaggio.
Una doppia pompa accompagnata da
un condensatore dei vapori infilato dietro il canotto da dove i gas vengono
inviati in cassa filtro dove verranno riciclati:tutto questo costituisce la
lubrificazione.
Anche in questa moto come in
quasi tutte ormai la gestione del motore è affidata ad una centralina
elettronica, che fa un ottimo lavoro basandosi sui dati di apertura chiusura
farfalla , temperatura acqua , temperatura aria e pressione aria,
per i più competitivi basti
sapere che la centralina standard ha due mappature una normale con l’impianto
elettrico in funzione e una racing con l’impianto elettrico staccato, il
cambiamento fra standard e racing consiste in un a diversa alimentazione e
accensione.
Il serbatoio conta 2,1 litri che
consentirebbero su strada una sessantina di chilometri e una buona autonomia in
gara quando il pilota sarà abituato ad una guida a quattro tempi che non prevede
inutili ed isteriche sgasate.
Tirando le somme questa è una
moto che soddisferà le esigenze dei più e che probabilmente porterà al successo
qualche pilota.
Voto:9/10
Nat
Galleria immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):

Scheda tecnica dichiarata dalla casa
prodruttrice.
Motore:
|
Tipo |
Monocilindro
a 4 tempi 4 valvole SOHC |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
249,1cc |
|
Alesaggio x corsa |
76,5 x
54,2 mm |
|
Rapporto di compressione |
10,5:1 |
|
Potenza massima |
nd |
|
Coppia massima |
nd |
|
Sistema di alimentazione |
Iniezione elettronica PGM-FI |
|
Frizione |
Idraulica |
|
Accensione |
CDI con
anticipo elettronico |
|
Avviamento |
A pedale |
|
Trasmissione |
Catena 520 |
|
Cambio |
5 marce |
|
Capacità serbatoio carburante |
2 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Perimetrale con semi doppia culla in alluminio |
|
Sospensione ant. |
Forcella
Showa Ø
39mm regolabile |
|
Sospensione post. |
Pro-Link con
monoammortizzatore Showa regolabile |
|
Freno ant. |
Idraulici
Ø
disco 185mm |
|
Freno post. |
Idraulici
Ø
disco 150mm |
|
Pneumatico ant. |
2,75 x 21'' |
|
Pneumatico post. |
4,00 x
18'' |
|
Escursione ant. (mm) |
175 |
|
Escursione post. (mm) |
170 |
Dimensioni:
|
Altezza
pedane (mm) |
390 |
|
Altezza sella (mm) |
650 |
|
Interasse (mm) |
1321 |
|
Altezza da terra (mm) |
335 |
|
Peso a secco (kg) |
73,8 |
Torna
su
KTM 640 LC4
L’ LC4 a differenza delle altre
on-off è più portata ad un utilizzo che vede farla da padrone il fuoristrada,
infatti questa moto al contrario delle Suzuki e delle Kawasaki vanta una
componentistica che non ha nulla da invidiare o comunque ha molto poco alle EXC
da enduro specialistico.
Secondo molti questa moto dovrebbe
essere più verso un uso stradale perché l’acquirente vuole un mezzo che possa
usare sempre, secondo noi però questa moto può dare grande soddisfazione a
chiunque, infatti è una moto che si può usare sì tutti i giorni ma anche quando
ci si vuole avventurare nell’enduro un po’ più pesante.
A rendere questa moto più vicino
all’enduro sono le sospensioni regolabili da off road che vantano poca
escursione in meno di quelle della EXC, le gomme tassellate e la mancanza del
capolino. Per quanto riguarda il motore è quello della adventure dei rally
africani, solo che il serbatoio qui è di 12 litri mentre nella adventure di 28,
questo motore è bilanciato da una massa controrotante ed ha una corsa piuttosto
ridotta per un alesaggio di 101mm, il propulsore può essere considerato la punta
di diamante della KTM infatti nelle ultime dakar ha sempre portato ad ottimi
risultati, è equipaggiato di componenti pregiati come la frizione idraulica ed
il carburatore mikumi interfacciato con la centralina. Anche se questa moto
presenta queste caratteristiche può benissimo essere impiegata per un uso
cittadino, infatti, con delle gomme da misto si può tranquillamente andare in
città e quando si vuole si può anche fare una scampagnata fra i boschi e le
mulattiere di montagna.
L’ LC4 è stata studiata per avere
una potenza e delle prestazioni rilevanti senza imbarazzare il conducente, con
una moto del genere si può decidere quando andare forte e quando rilassarsi alla
guida, il mezzo lo consente in quanto l’erogazione non è quella di una enduro
classica e le sospensioni idoneamente tarate accompagnano dolcemente i
dissestamenti del terreno.
Quando si vuole andare forte basta
essere consapevoli che si ha tra le mani una massa comunque consistente e che
non la si può guidare come si guiderebbe una moto da enduro, ma presa la mano
con il peso e la guidabilità si capisce subito che con il motore e la ciclistica
di questa moto andare forte non sarà un problema.
Voto: 8/10
Nat
Galleria immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):

Scheda tecnica dichiarata dalla casa
prodruttrice.
Motore:
|
Tipo |
Monocilindro
a 4 tempi |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
625cc |
|
Alesaggio x corsa |
101 x 78 mm |
|
Rapporto di compressione |
11,7:1 |
|
Potenza massima |
nd |
|
Coppia massima |
nd |
|
Sistema di alimentazione |
Carburatore Mikuni BST 40 |
|
Frizione |
Multi
disco in bagno d'olio |
|
Accensione |
Kokusan DC-DCI |
|
Avviamento |
A pedale ed
elettrico |
|
Trasmissione |
X -
Ring 5/8 x 1/4'' |
|
Cambio |
5 marce ad
innesti frontali |
|
Capacità serbatoio carburante |
11,2 litri |
|
Quantitá olio |
2,1 litri Motorex Power
Synt 4T 10w50 |
Ciclistica:
|
Telaio |
Al cromo - molibdeno,
verniciato a polvere |
|
Sospensione ant. |
WP-USD 43 mm |
|
Sospensione post. |
Monoammortizzatore WP |
|
Freno ant. |
300 mm |
|
Freno post. |
220 mm |
|
Pneumatico ant. |
90/90-21'' |
|
Pneumatico post. |
130/80-18'' |
Dimensioni:
|
Altezza
minima (mm) |
300 |
|
Altezza sella (mm) |
910 |
|
Interasse (mm) |
1510 |
|
Peso a secco (kg) |
148 |
Torna
su
HM CRE 50 Baja
Con questa moto HM ha voluto
rendere questo modello ormai in voga da qualche annetto, un po’ più stradale e meno
competitivo a livelli agonistici, infatti è stato reso un meno moto e più
motorino stando a guardare più alla comodità e a meno consumo piuttosto che alle
prestazioni, rispetto ai modelli precedenti ad esempio la forcella anteriore ha
uno stelo più piccolo ed il telaio è un perimetrale al contrario del precedente monotrave sdoppiato.
Ma se si vuole andare veramente
forte basta spendere duecento euro in più e acquistare la versione six che
comprende forcelle a steli rovesciati e un carburatore del 18 anzi che quello
del 16, inoltre la six vanta una sospensione dietro regolabile per altezza e per durezza, il modello six manca inoltre del
miscelatore e quindi bisogna riempire il serbatoio di miscela.
Comunque HM ha fatto un ottimo
lavoro nel produrre una moto del genere, infatti è ottima per giovani che devono
imparare ad andare in moto. Quando si sale in sella e si dà la spedivellata il
rombo che esce dal motore non sembra il ronzio classico dei cinquantini ma si
avvicina di più alle HM di più alte cilindrate, appena si parte sembra una moto
più scorbutica di quello che sia realmente quando si sta andando forte, con
questa moto è un attimo avere tutta la potenza a disposizione quando si è a
bassa giri infatti il contagiri schizza dal basso fino a 7000 giri in un batter
d’occhio.
Ovviamente essendo un cinquanta è
leggero e facile da portare perché anche quando qualcosa va storto con un
colpo di reni e una sgasatina si riporta tutto alla normalità.
Per provare questa moto mi sono
portato nelle care vecchie campagne vicino casa dove il fango c’è anche a
ferragosto,
appena partito, con motore caldo,
ho cercato di trovare i limiti di questa moto. L’accelerazione non scherza
infatti sfruttando al massimo lo stacco della frizione e tenendo al limite di
giri fino in quinta si fa una buona partenza, arrivato in prossimità di una
curva a gomito ho tirato giù tre marce e non ho avuto bisogno di pinzare neanche
tanto, la moto è entrata in curva con grande stabilità, tirando subito tutta la
seconda in apertura sono anche riuscito a lasciare un po’ di segni per terra.
Andando su una strada con molte buche però si sente che le sospensioni non sono
in grado di sopportare più di tanto, le insaccate si fanno sentire.
Dopo che si è presa la mano ad
andare forte però si capisce che questa moto ci ha già offerto tutto e che in
termini di potenza rimane un cinquantino.
Questa è una moto che può far
divertire un 14enne alle prime esperienze, anche se forse varrebbe la pena
aspettare e comprare un 125 che sorprenderebbe di più anche dopo che si è fatta
un po’ di esperienza.
Voto: 7/10
Nat
Galleria immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):

Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
Motore:
|
Tipo |
Monocillindrico 2 tempi
EURO 2 |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
49,7cc |
|
Alesaggio x corsa |
40,3 x 39 mm |
|
Rapporto di compressione |
12:1 |
|
Potenza massima |
n.d. |
|
Coppia massima |
n.d. |
|
Carbutatore |
Dell' Orto PHBN 16 |
|
Accensione |
Elettronica |
|
Avviamento |
A pedale ed elettrico |
|
Trasmissione |
Ingranaggi denti
elicoidali |
|
Distribuzione |
A catena 1/2 x 5/16 |
|
Cambio |
6 marce |
|
Capacità serbatoio carburante |
5 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Perimetrale a doppia culla |
|
Sospensione ant. |
Forcella idraulica
Ø 36mm |
|
Sospensione post. |
Monoammortizzatore
idraulico con molla regolabile |
|
Freno ant. |
Pinza flottante doppio
pistone |
|
Freno post. |
Pinza flottante mono
pistone |
|
Pneumatico ant. |
90/90 x 21'' |
|
Pneumatico post. |
110/80 x 18'' |
|
Disco ant. (mm) |
Ø 240 mm |
|
Disco post. (mm) |
Ø 220 mm |
Dimensioni:
|
Lunghezza (mm) |
2070 |
|
Larghezza (mm) |
810 |
|
Altezza (mm) |
1125 |
|
Altezza sella (mm) |
880 |
|
Interasse (mm) |
1375 |
|
Altezza da
terra (mm) |
320 |
|
Peso a secco (kg) |
83 |
Torna
su
DUCATI 999R
Come tutte le Ducati anche questa
suscita un fascino incredibile e appena saliti in sella si capisce che si ha fra
le mani una moto di classe, in comune con le supersportive giapponesi ha solo
che è una supersportiva. Questa è una due ruote di classe, all’inizio suscitava
un po’ di nostalgia della vecchia linea stile 916 ma da quando la si è osservata
bene si è capito il suo fascino.
Ma se si parla di Ducati non si
può parlare solo di fascino in quanto è una moto di grandi prestazioni e la
migliore bicilindrica al mondo, il suo motore a v di novanta gradi con 8 valvole
riesce ad erogare una potenza di 139 cavalli a 10000 giri con una coppia massima
di 103 Nm a 8000 giri; questa potenza ha ben poco da invidiare rispetto alle
giapponesi anche perché è abbinata ad un’ottima ciclistica che ha da sempre
caratterizzato tutte le Ducati.
Se si vuole sfruttare al meglio
questa moto si deve andare in pista infatti è solo in un circuito dove si può
avere la massima espressione di guida in tutta sicurezza, al contrario si può
andare per strada a “passeggio” e comunque rilassarsi sapendo di portare in giro
una scultura derivata dalla meccanica moderna.
In pista dopo i primi giri quando
le gomme vanno in temperatura si capisce subito che con questa moto si ha
un’agilità incredibile e che la stabilità a centro curva sia la sua punta di
diamante.
Quando si inizia ad andar forte il
motore si fa sentire anche non avendo un eccessiva potenza, quando si arriva in
staccata e si pinza la moto risponde molto bene e quando si scala il freno
motore ci aiuta al punto giusto, entrare in curva risulta poco impegnativo e la
moto ci segue in ogni movimento, ma soprattutto quando siamo nella fase di
apertura la moto non tende ad alzarsi esageratamente come le altre della sua
categoria. La guidabilità di questa moto è dovuta al suo caratteristico telaio a
traliccio in tubi che è da sempre nella tradizione Ducati.
Come accennato in precedenza con
questa moto si può anche passeggiare, quando si passa per strada è bello
sentirsi osservati per la classe di questo mezzo, anche chi non capisce di moto
si gira a guardare la bellezza di questa superbike, a vantaggio dell’utente
comune Ducati ha migliorato la posizione di guida che ora è regolabile, la casa
di Borgo Panigale era stufa di sentirsi dire che le sue moto da corsa
spezzassero la schiena per la posizione di guida.
Tirando le somme questa è di certo
una fra le moto migliori che esistano e almeno questo può in parte giustificare
il prezzo salato di 30000 euro per la versione R, ma si sa, questa fa parte di
una categoria di moto esclusive che dimostra di non badare a spese per i
migliori componenti e per delle prestazioni da capogiro.
Voto:9/10
Nat
Galleria immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):

Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
Motore:
|
Tipo |
Bicillindrico V90 gradi 8
Valvole |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
999cc |
|
Alesaggio x corsa |
104 x 58,8 mm |
|
Rapporto di compressione |
12,3:1 |
|
Potenza massima |
139cv a 10000giri |
|
Coppia massima |
103Nm a 8000giri |
|
Alimentazione |
Iniezione elettronica |
|
Iniezione |
Magneti Marelli da 54mm
|
|
Cambio |
6 marce |
|
Capacità serbatoio carburante |
15,5 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Traliccio in tubi
d'acciaio |
|
Sospensione ant. |
Forcella USD Ohlins steli
da 43mm |
|
Sospensione post. |
Monoammortizzatore Ohlins regolabile |
|
Freno ant. |
Doppio disco con pinze
radiali Brembo |
|
Freno post. |
Disco con pinza Brembo |
|
Pneumatico ant. |
120/70 x 17'' Michelin
pilot race 2 |
|
Pneumatico post. |
190/50 x 17'' Michelin
pilot race 2 |
|
Disco ant. (mm) |
Ø 320 mm |
|
Disco post. (mm) |
Ø 240 mm |
Dimensioni:
|
Interasse (mm) |
1420 |
|
Peso a secco (kg) |
193 |
Torna
su
Honda CBR600RR
Se cerchiamo la moto più
importante della Honda troveremo senz’altro il nome della CBR 600, infatti da
qualche anno con la sua nuova linea è riuscita ad aggiudicarsi il titolo di una
fra le moto più belle e senz’altro una fra le più prestazionali.
Dopo l’ultimo vero cambiamento di
livrea la CBR non si è ancora veramente rinnovata, infatti come per tutte le
moto da corsa vengono solo fatti alcuni ritocchi per dare qualche boccata di
aria fresca e non stufare il cliente.
L’evoluzione della CBR è mirata al
miglioramento del motore che aveva sempre qualche incertezza, infatti per un
buon rendimento bisognava cercare di viaggiare sui 10.000 giri dove non aveva
nulla da invidiare alle altre supersportive, questa sua caratteristica non
permetteva grande guidabilità in strada ma comunque grandi prestazioni in pista,
infatti veniva giudicata in modo esagerato come una moto da esperti. Per quanto
riguarda gli interventi fatti: sono stati rivisti i condotti di aspirazione e
cambiati gli iniettori, la moto continua a dare soddisfazione agli alti regimi
con una coppia che si manifesta attorno ai 9.500 giri ma comunque avendo
migliorato ai medi si ha una buona guidabilità anche ai 7.000. I rapporti sono
sempre uguali e la marcia sembra sempre quella giusta, infatti in Honda hanno
voluto produrre una moto sfruttabile e non difficile da guidare e , al contrario
di quanto succedeva con il modello precedente, ad una potenza elevatissima hanno
preferito un’erogazione continua e dolce.
La vera rivoluzione si è avuta con
il telaio, la nuova CBR ha risparmiato peso per 6 Kg, il miglioramento è stato
fatto grazie alle travi del telaio meno spesse ad un ammortizzatore posteriore
più leggero e ad un silenziatore che ha perso quasi un 1,5 Kg. Ora la moto
equipaggia una forcella anteriore a steli rovesciati completamente regolabili,
le stesse del 1.000 e delle pinze Tokico ad attacco radiale ma le sorprese non
finiscono perché la moto di serie monta su delle ottime gomme Bridgestone BT-014
modificate apposta per la CBR, con queste gomme si ha una grande affidabilità
anche in pista.
Le poche
modifiche apportate per rendere perfetta una moto già ottima si sono rivelate
efficaci infatti la moto ha una velocità di entrata in curva molto maggiore, in
realtà questa nuova configurazione potrebbe spaventare i meno esperti ma far
divertire i più audaci.
Voto: x/10
Nat
Galleria immagini (clicca sull'immagine per
ingrandirla):
Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
Motore:
|
Tipo |
4 cilindri in linea DOHC |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
599cc |
|
Alesaggio x corsa |
67 x 42,5 mm |
|
Rapporto di compressione |
12:1 |
|
Potenza massima |
117cv a 13.000 giri |
|
Coppia massima |
66Nm a 11.000 giri |
|
Alimentazione |
Iniezione elettronica |
|
Iniezione |
PGM-DSFI |
|
Cambio |
6 marce |
|
Capacità serbatoio carburante |
17 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Perimetrale alluminio pressofuso |
|
Sospensione ant. |
Forcella USD 41 mm regolabile |
|
Sospensione post. |
Forcellone oscillante Pro-Link |
|
Freno ant. |
Doppio disco radiale da 310 mm |
|
Freno post. |
Disco da 220 mm |
|
Pneumatico ant. |
120/70 ZR17 |
|
Pneumatico post. |
180/55 ZR17 |
|
Inclinazione canotto |
24° Avancorsa 95 mm |
Dimensioni:
|
Interasse (mm) |
1395 |
|
Peso a secco (kg) |
163 |
Torna
su
Yamaha YZ250F
Ovviamente parlare di Yamaha significa parlare di moto
ad altissimi livelli, la casa giapponese si sta distinguendo in questi ultimi
anni in ambito sportivo grazie ai mondiali vinti ma soprattutto dominati di
MX1,MX2 e motogp. Quindi parlando delle sue moto si può solo dire che sono mezzi
dalla tecnica sopraffina e soprattutto per le cross molto curate nei
particolari.
Per la produzione 06 è stato
utilizzato il telaio in alluminio che l’anno scorso equipaggiava solo le YZ2T,
in Yamaha hanno deciso di allargare la soluzione anche a questa gamma di modelli
perché ci sono vantaggi non indifferenti ad esempio la leggerezza e quindi la
maggiore guidabilità nel cross ma anche il maggiore bilanciamento della
rigidità, gli svantaggi sono i costi e la difficoltà di mantenere robusto il
telaio ad esempio in corrispondenza delle saldature.
Questa moto è migliorata quindi
dove era carente cioè la ciclistica, ha un telaio a semi doppia culla in
alluminio composto dalla saldatura di parti forgiate, con queste soluzioni si
ottiene la centralizzazione delle masse il risparmio del peso e l’abbassamento
del baricentro. Tutte queste caratteristiche acquisite servono per aumentare la
maneggevolezza senza diminuire la sensibilità. Per quanto riguarda il telaietto
reggisella è progettato per adeguarsi al nuovo telaio principale e racchiude la
nuova cassa filtro.
Le pedane sono in posizione
diversa e anche il forcellone cambia, aumenta in rigidità e in leggerezza grazie
alla nuova tecnologia hidroforming usata per i bracci.
La sospensione posteriore
equipaggia uno stelo da 18mme il volume della camera è aumentato del 30% ma
grande rivoluzione è l’impiego per la prima volta su una moto di serie della
molla in titanio.
Per la forcella si trovano steli
da 48mm e molte soluzione tecniche adoperate per diminuire l’attrito fra i
componenti come è stato fatto per i paraoli. Le piastre sterzo oltre ad un
effetto estetico molto bello in quanto anodizzate, hanno un interasse aumentato.
Il motore non è stato rivisto in
molte delle sue parti anche perché era già un modello vincente e uno di quei
motori a cui era facile la messa a punto per gareggiare, il motore è stato
migliorato ai bassi regimi per questo è stato scelto il nuovo scarico che
diventa da un due a un quattro stadi (il suo diametro cambia aumentando quattro
volte prima di arrivare al silenziatore). Il circuito di lubrificazione è
aumentato in capacità, infatti è stato portato a 1,4l.
Questa moto quindi si distingue
per le migliorie di ciclistica ma anche per la maggiore affidabilità del motore,
ma tutte queste migliorie si pagano infatti la moto è disponibile a 8.090 euro.
Voto:
Torna
su
Kawasaki ZX-6R ‘05
La nuova Kawasaki sembra proprio voglia abbagliare i
piloti della Domenica, infatti questa nuova 636 con gli scarichi sotto il codone
ed il look accattivante sembra proprio fatta per le gare da semaforo a semaforo
e per le scampagnate sulle alpi per il fine settimana. Al contrario del modello
precedente e a molte altre maxi sportive questa moto è più comoda per quanto
riguarda il rispetto dei polsi e del fondoschiena. Ma a parte questi pregi la
moto in questione rimane una due ruote da pista e come tale soddisfa anche le
esigenze dei più esperti.
I miglioramenti sono stati fatti
in tutti i campi per rendere la moto veramente plurivalente.
La moto è fatta per lavorare al
massimo della sua potenzialità ad alti regimi infatti con le marce basse tra i
12.500 e i 14.000 giri l’accelerazione si fa bruciante, il motore è stato
rivisto per quanto riguarda le valvole che sono di 1mm più grandi, alle valvole
corrispondono nuovi profili delle camme prese direttamente dal kit racing 2003,
riviste anche teste e camere di scoppio che hanno portato un leggero aumento di
compressione, ma la vera chicca sono i doppi iniettori che sono stati introdotti
in questo nuovo modello, uno posto sopra le doppie valvole a farfalla e l’altro
che entra in funzione dei 5.000 giri in su è messo direttamente nell’airbox.Siccome
il motore è progettato per andare al massimo agli alti regimi per non avere cali
ai bassi è stata installata una valvola parzializzatrice allo scarico (per la
prima volta su un 600). Un vero salto di qualità lo dimostra la frizione
antisaltellamento che fa della Kawasaki una moto veramente completa.
La sospensione è stata cambiata da
una kayaba ora si trova una Showa regolabile in precarico molla, in estensione e
in compressione; per il posteriore agisce un mono showa totalmente regolabile
con un nuovo beveraggio.
Su questa moto non c’è problema di
come fermarsi infatti il freno anteriore sembra molto affidabile, pinza a
montaggio radiale con quattro pistoncini e altrettante pastiglie e disco a
margherita da 300mm con piste da 5,5mm di spessore.
L’aerodinamica di questa moto
prevede un risparmio di un bel po’ (10) Cavalli per arrivare a 250 all’ora e si
prevede che questa moto raggiunga velocità molto elevate rispetto alle altre
600.
Questa Kawasaki è molto facile da
guidare e non ci vogliono grandi sforzi per entrare in curva anche se è un po’
difficile nei cambi di direzione, l’anteriore è affidabilissimo e la guidabilità
è aumentata dalla curva regolare di erogazione.
La casa costruttrice ha deciso di
incentivare l’acquisto di questo gioiello con un regalo infatti per gli
acquirenti ci sarà la possibilità di testarla gratuitamente in occasione dei
Demo Ride ’05 organizzati da Kawasaki e fra i partecipanti verranno eletti 5
piloti che vinceranno un corso di guida alla California SBK riding school.
Questa è solo una ciliegina sulla
torta anche perché questa moto non ha bisogno di incentivi infatti è ad u
livello di componentistica che le altre sportive probabilmente raggiungeranno
solo tra qualche anno.
Voto: 9/10
Nat
Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
Motore:
|
Tipo |
4 cilindri in linea |
|
Raffreddamento |
A liquido |
|
Cilindrata |
636cc |
|
Alesaggio x corsa |
68 x 43,8 mm |
|
Rapporto di compressione |
12,9:1 |
|
Potenza massima |
130cv a 14.000 giri |
|
Coppia massima |
70,5Nm a 11.500 giri |
|
Alimentazione |
Iniezione elettronica |
|
Iniezione |
doppi iniettori |
|
Cambio |
6 marce |
|
Capacità serbatoio carburante |
17 litri |
Ciclistica:
|
Telaio |
Perimetrale alluminio pressofuso |
|
Sospensione ant. |
Forcella USD 41 mm regolabile |
|
Sospensione post. |
Forcellone oscillante
Showa reg. |
|
Freno ant. |
Doppio disco radiale da 300 mm |
|
Freno post. |
Disco da 220 mm a 1
pistoncino |
|
Pneumatico ant. |
120/65 - 17 Bridgstone
BT014 |
|
Pneumatico post. |
180/55 - 17 Bridgstone
BT014 |
|
|
|
Dimensioni:
|
Interasse (mm) |
1390 |
|
Peso a secco (kg) |
164 |
Torna
su
Fantic Caballero regolarità competizione
Anche il passato ritorna.
Il fallimento di Fantic aveva
sicuramente lasciato l’amaro in bocca a tutti gli appassionati, la casa di moto
italiane rappresentava quella categoria di moto nostrane competitive ed
apprezzate nel mondo.
Ad oggi con il suo ritorno si sta
riscontrando nel pubblico un avvicinamento a questo marchio. Ad esempio la fiera
Eicma è stata una vetrina eccezionale per la nuova presentazione dei modelli
Fantic, la gente sembrava molto soddisfatta del prodotto di alta qualità che
aveva davanti e che anche nell’estetica appagava trovando quell’armonia tra
stile storico e moderno.
La politica Fantic per ora prevede
solo la produzione di cinquantini ma fra non molto si potranno vedere anche dei
modelli di cilindrate superiori e dei trial.
I modelli di esordio sono tre: un
motard e due endurini di cui uno pensato appositamente per le corse ma
omologabile, i nomi saranno regolarità competizione per il modello sportivo,
regolarità casa per quello di tutti i giorni e six days per il motard.
La fattura di questi modelli è
completamente italiana e si possono ammirare i particolari che fanno parlar bene
di questa moto, anche per questo motivo il prezzo del modello competizione è
lievitato molto, per gli altri modelli si può parlare di costo allineato alla
categoria ma con una qualità del prodotto maggiore.
Il ritorno di Fantic è
rappresentato da una moto, la regolarità competizione, che deve innanzi tutto
vincere gare, e per farlo Fantic ha scelto un telaio perimetrale dove trova
alloggio un motore Minarelli AM6 che anche se a volte un po’ difficile da capire
come progetto rimane il migliore della sua categoria, alcuni lo criticano perché
non ha la possibilità di messa in moto con la marcia inserita ma è una pecca
superabile. Nella parte posteriore il telaio è caratterizzato da una culla
scomponibile sdoppiata sotto il basamento, le dimensioni ricordano più un 125
che un 50. Anche la cassa filtro è grande soprattutto perché nel casa e nel
supersei trova alloggio il serbatoio miscelatore dell’olio.
Targate Marzocchi le sospensioni
che sono rappresentate da un mono con tripla regolazione idraulica e vaschetta
esterna e collegato da un link in lega leggera forgiato per moto più grandi,
mentre davanti delle forcelle tradizionali con steli da 40mm regolazione esterna
per compressione e ritorno.
Le gomme sono l’unica cosa non
italiana infatti sono michelin, questa si può perdonare perché Fantic ci ha
ancora una volta stupito con dei cerchi Sanremo anodizzati nero. I freni Braking
sono il particolare che più salta all’occhio perché composti da dischi a
margherita che all’anteriore è flottante con pinze a doppio pistone Braking
ricavate dal pieno.Pompe Grimeca anteriore e posteriore.
Per le plastiche è stata affidata
a specialisti come FZ Asolo, McMaster e Plastop. Per garantire un uso
enduristico al meglio è stato scelto un carburatore dell’orto PHBG 21, che sarà
nero come la testa del cilindro Athena. L’espansione realizzata a spicchi
garantisce prestazioni senza un eccessivo rumore.
Provando questa moto si capisce
subito che è destinata a primeggiare nelle gare, infatti con la potenza di 13
cavalli al banco riesce a dominare le altre della sua categoria per spingerla al
massimo si può montare un carburatore 24 che va però a nuocere sulla
guidabilità, anche la ciclistica è ben curata: l’inserimento in curva è preciso
e veloce, e le sospensioni lavorano bene e progressivamente, la Fantic ha
qualcosa in più rispetto agli altri cinquanta anche perché ha seguito un suo
progetto e non ha “copiato” lo standard come spesso avviene per questa
categoria.
Voto: 9/10
Nat
Scheda tecnica dichiarata dalla casa produttrice.
|
|
Regolaritàcompetizione |
Regolarità
casa |
Supersei
motard |
|
Motore: |
Minarelli
Fantic NikSil cilindro in alluminio |
Minarelli
euro 2 con miscelatore |
Minarelli
euro 2 con miscelatore |
|
Cilindrata: |
48,9cc |
49.7cc |
49.7cc |
|
Alesaggio: |
40mm |
40,3mm |
40,3mm |
|
Corsa: |
39,0 |
39,0 |
39,0 |
|
Carburatore: |
Dell’Orto
phbg 21 |
Dell’Orto
PHBN 16 |
Dell’Orto
PHBN 16 |
|
Accensione: |
Ducati
Elettronica CDI 95w-12v |
Ducati
Elettronica CDI 95w-12v |
Ducati
Elettronica CDI 95w-12v |
|
Marce: |
6 |
6 |
6 |
|
Telaio: |
perimetrale
|
perimetrale |
perimetrale |
|
Pneumatico
ant.: |
Michelin
comp.
90\90x21 |
Michelin
comp. 80\90x21 |
Michelin
plot 100\80x17 |
|
Pneumatico
post.: |
120\80x18 |
110\80x18 |
130\70x17 |
|
Sospensione
ant.: |
marzocchi
magnum 40mm |
marzocchi
magnum 40mm |
marzocchi
magnum 40mm |
|
Sospensione
post.: |
mono
sachs\marzocchi tripla reg. |
mono
sachs\marzocchi
doppia reg.
|
mono
sachs\marzocchi
doppia reg. |
|
Lunghezza: |
2060mm |
2040mm |
1985mm |
|
Larghezza.: |
780mm |
780mm |
780mm |
|
Altezza
sella: |
940mm |
940mm |
900mm
|
|
Interasse: |
1400mm |
1395mm |
1380mm |
|
Peso: |
88Kg |
88Kg |
88Kg |
|
Capacità serb. |
8,5l |
8,5l |
8,5l |
|